In vista della prossima decisione sui tassi della banca centrale statunitense, la Federal Reserve, il prezzo dell’oro continua a mostrare una notevole resilienza. Attualmente il future con scadenza aprile 2026 viene scambiato intorno i 5.000 dollari l’oncia, con un leggero rialzo dello 0,1%.
Mercato tra Fed e tensioni geopolitiche
Il recente aumento dei prezzi dell’energia ha raffreddato le aspettative di un imminente taglio dei tassi. Tuttavia, nuovi spunti potrebbero emergere dalla conferenza stampa di questa sera, durante la quale il presidente della Fed, Jerome Powell, offrirà indicazioni preziose sull’orientamento futuro della politica monetaria. Eventuali toni “falchi” — quindi più rigidi sul fronte dei tassi — potrebbero finire per pesare sull’oro, nonostante le crescenti preoccupazioni legate all’inflazione.
Secondo il FedWatch Tool del gruppo CME Group, il mercato si aspetta un primo taglio dei tassi non prima della metà di settembre. Nel frattempo, la settimana si presenta particolarmente intensa anche sul fronte internazionale: le banche centrali di Regno Unito, area euro, Giappone, Canada, Svizzera e Svezia sono chiamate alle loro prime decisioni di politica monetaria dall’inizio del conflitto con l’Iran.
A rendere il quadro ancora più instabile contribuiscono le tensioni geopolitiche. L’uccisione del capo della sicurezza iraniana, Ali Larijani, da parte di Israele — il funzionario di più alto rango colpito dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Israele — ha ulteriormente aggravato la situazione. Secondo fonti iraniane, il nuovo leader supremo avrebbe respinto proposte di de-escalation trasmesse tramite paesi mediatori, alimentando così l’incertezza sui mercati globali.
Oro, dinamica tecnica in consolidamento

Su base mensile l’oro registra un calo di circa il 4%. Tuttavia, questo movimento non sembra al momento indicare un’inversione di tendenza, bensì una fase di consolidamento fisiologica all’interno di un mercato rialzista di ampia portata.
Nelle ultime sedute, la volatilità si è attenuata sensibilmente: l’ATR su base oraria segna 13,10, un valore decisamente più contenuto rispetto ai livelli osservati all’inizio di marzo, quando i movimenti erano molto più marcati. Questa diminuzione della volatilità indica un mercato in equilibrio, in attesa di nuovi stimoli per riprendere slancio.
Attualmente, il prezzo si muove all’interno di un range relativamente ristretto tra 4.970 e 5.250 dollari. Questi due livelli rappresentano punti chiave da monitorare per eventuali breakout o accelerazioni della volatilità.
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Una chiusura giornaliera sotto i 4.970 dollari potrebbe aprire la strada a un’accelerazione ribassista verso il supporto successivo a 4.850 dollari, aumentando la pressione di vendita.
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Al contrario, un breakout oltre i 5.250 dollari darebbe segnali di forza e potrebbe proiettare il mercato verso quota 5.500 dollari, confermando il trend rialzista di medio-lungo periodo.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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