Wall Street non teme Trump, ma gli investitori attendono delle conferme
di: Filippo Giannini 23 Febbraio 2026 11:27

L’ultima settimana ha visto un recupero deciso dei listini statunitensi, con il Nasdaq a fare da traino e l’S&P 500 che ha fatto dei passi in avanti per la riconquista dei 7.000 punti.
Tuttavia, dietro il rimbalzo si nasconde un quadro tecnico sempre più incerto, condizionato da fattori macro, politici e geopolitici che lasciano gli investitori sul filo del rasoio.
Venerdì il future su S&P500 ha terminato la seduta a 6.923 punti, in rialzo dello 0.7%.
Contesto macro: dazi, Corte Suprema e tensioni con l’Iran
Il rally di venerdì è stato innescato dalla decisione della Supreme Court of the United States di annullare diversi dazi imposti dall’amministrazione Donald Trump tramite l’IEEPA.
La reazione del presidente è stata immediata: introduzione di un nuovo dazio globale del 10% (poi annunciato al 15%) tramite un diverso quadro normativo, con validità iniziale di 150 giorni e numerose esenzioni.
Il mercato ha reagito positivamente nel breve, probabilmente perché:
- Il tasso non è stato immediatamente portato al 15%.
- Permangono ampie esenzioni.
- C’è la percezione che una parte delle misure possano essere riviste.
Parallelamente, il forte rialzo del petrolio riflette il timore di un possibile attacco USA all’Iran. Il rafforzamento militare nella regione — con la presenza della USS Abraham Lincoln e l’avvicinamento della USS Gerald R. Ford — aumenta l’incertezza geopolitica.
In questo scenario, l’azionario resta sostenuto, ma estremamente sensibile alle notizie.
Analisi tecnica future s&p500 – lunedì 23 febbraio

Grafico sp500
Dal punto di vista tecnico, la struttura dell’S&P 500 future appare meno solida di quanto suggerisca la vicinanza ai massimi.
Guardando il grafico a time frame giornaliero è evidente come da inizio anno non ci sia stata una direzionalità decisa su questo mercato; potremmo quindi essere di fronte ad una fase distributiva più che consolidativa.
Un altro elemento tendenzialmente bearish è la sequenza di minimi decrescenti; per il momento ogni affondo ha generato rimbalzi, anche se i rialzi fin qui:
- Non sono stati sostenuti.
- Hanno l’aspetto di short squeeze piuttosto che vera domanda istituzionale.
Riteniamo che finché il mercato resterà nella metà alta del range compreso tra i 6.550–7.000 punti, i ribassisti faticheranno a prendere il controllo; tuttavia, consigliamo la massima attenzione per nuovi ingressi long sul lungo periodo poiché la struttura attuale non suggerisce accumulazione.
Sul fronte operativo i primi livelli di supporto e resistenza degni di nota sono a 6.850 e 6.925 punti; un break sopra 6.930 punti produrrebbe con ogni probabilità un allungo fino a 6.965 punti, tuttavia difficile nella giornata odierna, mentre più probabile a partire eventualmente da domani.
Sul fronte opposto dovessimo scendere sotto i 6.850 punti è probabile che vedremo un test almeno di quota 6.815 punti; sul fronte di una possibile e più ampia correzione sarà comunque da monitorare area 6.730 punti, il cui break al ribasso potrebbe portare ad un retest della parte bassa dell’ampio canale broadening in area 6.600 punti.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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