Wall Street: finanziari sotto pressione dopo i conti di JPMorgan
di: Alessio Moretti 14 Gennaio 2026 10:47

I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso la seduta di martedì in territorio negativo, penalizzati dalla debolezza del comparto finanziario a seguito della pubblicazione dei risultati trimestrali di JPMorgan Chase, giudicati inferiori alle aspettative del mercato.
La maggiore banca statunitense ha riportato una flessione del 7,0% dell’utile trimestrale, nonostante un incremento dei ricavi totali del 7,0% a 8,24 miliardi di dollari. Il dato ha sorpreso negativamente gli investitori a causa del calo inatteso delle commissioni di investment banking, componente chiave per la redditività del gruppo. Il titolo JPMorgan ha archiviato la seduta in ribasso del 4,19%, mentre l’intero settore finanziario ha ceduto circa l’1,84%.
Investment banking: ricavi sotto le attese
Le commissioni da investment banking si sono attestate a 2,3 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 2,5 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno. La contrazione è riconducibile a una riduzione dell’attività su operazioni di M&A, emissioni di debito e, in particolare, collocamenti azionari, segmento che ha mostrato una debolezza più marcata.
Il direttore finanziario Jeremy Barnum ha spiegato che alcune operazioni sono state rinviate, pur sottolineando un atteggiamento di cauto ottimismo da parte dei banker per l’anno in corso, sulla base di una pipeline che resta attiva.
Pressioni regolamentari e rischio sui margini
Già nella seduta di lunedì, le azioni JPMorgan avevano registrato una flessione superiore all’1% dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, che nel fine settimana ha annunciato l’intenzione di introdurre un tetto massimo del 10% ai tassi di interesse sulle carte di credito per la durata di un anno.
Le associazioni di categoria del settore bancario hanno avvertito che un simile intervento normativo potrebbe spingere diversi istituti, inclusa JPMorgan, a ridimensionare in modo significativo i portafogli di carte di credito, con potenziali ripercussioni sui ricavi. Barnum ha evitato di anticipare le contromisure della banca, limitandosi ad affermare che, qualora la misura venisse adottata, “tutte le opzioni sarebbero sul tavolo”.
Impatto sugli indici azionari
I grandi istituti di credito statunitensi sono tradizionalmente tra le prime società a pubblicare i risultati trimestrali, rendendo le loro trimestrali un termometro anticipatore dello stato dell’economia.
Nel corso della seduta, il Dow Jones Industrial Average ha sottoperformato gli altri listini, cedendo lo 0,80% (398 punti), anche a causa delle perdite registrate da JPMorgan e Visa. L’S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,19%, scendendo sotto il massimo storico segnato nella sessione precedente, mentre il Nasdaq Composite ha limitato le perdite allo 0,10%.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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