I mercati europei provano a chiudere la settimana in recupero, con il DAX che si sta muovendo in rialzo dello 0.4% dopo la debolezza della seduta precedente. Il fattore chiave resta il prezzo del petrolio, che si mantiene sotto i 100 dollari, riducendo (almeno per ora) le pressioni su inflazione e crescita.
Le tensioni geopolitiche restano in generale il principale rischio per i mercati.
Nel weekend sono attesi colloqui a Islamabad tra Stati Uniti e Iran per discutere una possibile tregua. Tuttavia, molto dipenderà anche dall’evoluzione della situazione in Libano.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che Israele potrebbe ridurre gli attacchi dopo un confronto con Benjamin Netanyahu, aprendo alla possibilità di negoziati.
Petrolio sotto controllo
Il petrolio resta il principale driver per i trader in questo momento.
- Brent intorno ai 96 dollari
- WTI in area 98,43 dollari (+0,6%)
Dopo il calo verso i 90 dollari nei giorni scorsi, i prezzi si sono stabilizzati. Questo scenario è cruciale perché:
- prezzi energetici contenuti = minori pressioni inflattive
- minore inflazione = più spazio per politiche monetarie meno restrittive
Wall Street: chiusura positiva grazie alle speranze diplomatiche
Segnali incoraggianti arrivano anche dagli Stati Uniti, con gli indici che ieri hanno chiuso tutti in positivo:
- Dow Jones +0,6% (massimi da oltre un mese)
- S&P 500 +0,62%
- Nasdaq 100 +0,7%
La seduta, tuttavia, non è stata lineare. Nelle prime ore di contrattazione, Wall Street ha mostrato debolezza a causa del perdurare degli attacchi israeliani in Libano e delle difficoltà operative nello Stretto di Hormuz. In questo contesto, molti operatori hanno temuto che l’escalation potesse compromettere la fragile tregua tra USA ed Iran.
Con il passare delle ore, però, il sentiment è gradualmente migliorato. A cambiare il tono del mercato sono state le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha lasciato intendere un’apertura verso negoziati diretti con il Libano per arrivare a una soluzione diplomatica.
Dai macro da seguire oggi sui mercati
In Europa, l’attenzione sarà rivolta all’inflazione tedesca, con la pubblicazione dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), un indicatore chiave per valutare le pressioni inflazionistiche nell’area euro. A questo si aggiunge l’intervento del vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, che potrebbe offrire indicazioni rilevanti sulla futura politica monetaria.
Negli Stati Uniti il calendario è ancora più ricco e potenzialmente market mover. Il focus principale sarà sul dato CPI (inflazione), fondamentale per le aspettative sui tassi della Fed. In uscita anche gli ordini alle fabbriche, insieme agli indici di fiducia dei consumatori elaborati dall’Università del Michigan, tra cui le aspettative e il sentiment. Particolare attenzione sarà rivolta anche alle stime sull’inflazione a uno e cinque anni, spesso monitorate dalla banca centrale come indicatore delle aspettative future.
Dalla Cina, infine, sono attesi i dati su inflazione al consumo (CPI) e prezzi alla produzione (PPI), utili per valutare lo stato della domanda interna e le pressioni deflazionistiche nell’economia asiatica.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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