Petrolio su nuovi massimi. Ecco 3 azioni “Strong Buy” da monitorare

di: Alessio Moretti 5 Marzo 2026 14:48

petrolio greggio

Nell’ultima settimana uno dei principali fattori che sta influenzando l’andamento dei mercati globali è il forte rally del petrolio, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal conflitto tra Usa e Iran.

Il benchmark americano del greggio, WTI, è salito di quasi il 30% dall’inizio dell’anno, arrivando intorno ai 75 dollari al barile. Un movimento che ha inevitabilmente spinto al rialzo anche molti titoli energetici.

Ma ha ancora senso comprare titoli petroliferi dopo questo rally?

Vediamo cosa sta succedendo sul mercato del greggio e quali sono, secondo il WarrenAI di InvestingPro, le azioni oil con il profilo più solido e difensivo.

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Petrolio in rally: il ruolo dello Stretto di Hormuz

La principale causa dell’impennata del petrolio è la crescente tensione con l’Iran.

Il paese è uno dei grandi produttori mondiali e ha minacciato di bloccare il flusso di greggio dal Medio Oriente in risposta agli attacchi militari subiti. Il punto critico è lo Stretto di Hormuz, uno dei chokepoint energetici più importanti del pianeta.

Circa il 20% delle forniture globali di petrolio passa proprio attraverso questo stretto corridoio marittimo nel Golfo Persico.

Gli Stati Uniti stanno cercando di garantire la continuità dei flussi energetici, arrivando persino a valutare scorte militari della marina per proteggere le navi e offrendo assicurazioni governative dopo che diversi assicuratori privati hanno cancellato le coperture.

Lo scenario futuro dipende da un fattore chiave:

  • se il petrolio continuerà a fluire, i prezzi potrebbero stabilizzarsi

  • se lo stretto venisse realmente bloccato, il petrolio potrebbe facilmente superare i 100 dollari al barile

Ed è proprio questa incertezza che sta alimentando la volatilità – ma anche le opportunità – nel settore energetico.

In questo contesto di incertezza la scelta più prudente per un investitore di medio lungo periodo è quella di concentrarsi sui titoli petroliferi più sicuri e quindi meno soggetti alla volatilità attuale. Ma quali sono questi titoli?

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I titoli petroliferi più solidi secondo i dati

Secondo l’analisi quantitativa WarrenAI di InvestingPro, tre società emergono come i titoli energetici con il profilo più difensivo nel contesto attuale:

  • Expand Energy

  • Coterra Energy

  • Alliance Resource Partners

Tutte presentano:

  • rating “Strong Buy” dagli analisti

  • margini operativi superiori al 30%

  • salute finanziaria solida

  • debito molto contenuto

Tuttavia, le differenze tra queste aziende sono significative e riguardano crescita, redditività e rendimento da dividendo.

Expand Energy: la regina della crescita

Expand Energy emerge come la società con il profilo di crescita più interessante nel settore.

I numeri parlano chiaro:

  • Crescita EPS prevista: +15%

  • Crescita ricavi: +173%

  • Upside stimato dagli analisti: +20,2%

  • Salute finanziaria molto elevata

  • Rischio di default molto basso

In un contesto di prezzi del petrolio instabili, Expand Energy combina crescita e solidità, una combinazione rara nel settore energetico.

Per gli investitori che vogliono cavalcare la volatilità del petrolio con fondamentali robusti, è probabilmente la scelta più equilibrata.

Coterra Energy: margini da manuale e grande solidità

Coterra Energy è invece il titolo che spicca per efficienza operativa e stabilità.

I suoi numeri operativi sono tra i migliori del settore:

  • Margine operativo: 69,1%

  • Altman Z-Score: 2,5 (basso rischio finanziario)

  • Debito molto contenuto

Il punto debole è la crescita:

  • EPS previsto in calo del 5%

  • potenziale upside più limitato

In pratica, Coterra rappresenta il classico titolo difensivo del settore energy: meno crescita, ma margini solidissimi e rischio contenuto.

Alliance Resource Partners: il re dei dividendi

Alliance Resource Partners è la scelta più interessante per chi cerca rendimenti da dividendo elevati.

I dati principali:

  • Dividend yield: 8,9%

  • Free Cash Flow yield: 11%

Si tratta quindi di una società molto generosa con gli azionisti. Tuttavia presenta alcune criticità:

  • crescita ricavi negativa

  • punteggi di qualità leggermente inferiori rispetto alle altre due

In altre parole, è un titolo più orientato al cash flow immediato che alla crescita futura.

La vera chiave oggi: bilanci solidi

In un contesto di petrolio volatile e tensioni geopolitiche, la variabile più importante per le società energetiche resta la solidità finanziaria.

Le tre aziende analizzate hanno un elemento fondamentale in comune:

Debito/EBITDA inferiore a 1x.

Questo significa che anche in caso di shock sui prezzi del petrolio, queste società mantengono un rischio finanziario contenuto.

Oggi la sicurezza nel settore energy si compra con tre elementi:

  • liquidità

  • margini operativi elevati

  • disciplina sul debito

Conclusione

Il rally del petrolio potrebbe non essere finito. Se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero intensificarsi, il greggio potrebbe avvicinarsi rapidamente ai 100 dollari al barile.

In questo scenario, il settore energetico potrebbe continuare a beneficiare di prezzi elevati. Tuttavia, la selezione dei titoli diventa cruciale.

Come spesso accade nei momenti di grande volatilità, le aziende con bilanci solidi e forte generazione di cassa sono quelle che riescono a proteggere meglio gli investitori.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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