I prezzi del petrolio hanno chiuso venerdì ai livelli più alti dal 2022, spinti dall’escalation del conflitto tra Iran e Israele e dall’annuncio dell’Iraq di dichiarare force majeure su tutti i giacimenti gestiti da compagnie straniere. Gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare migliaia di Marines e marinai in Medio Oriente per fronteggiare la crisi.
Le quotazioni del Brent e WTI
Venerdì i contratti futures sui due principali benchmark del petrolio hanno chiuso sui livelli più alti dal 2022.
- Brent maggio: +1,66% a 109,55 $/barile, massimo dal luglio 2022
- WTI aprile: +3,90% a 98,81 $/barile, contratto scaduto venerdì
In questo lunedì il nuovo contratto future con scadenza maggio 2026 sul greggio WTI sta scambiando ancora in rialzo intorno quota 100 dollari al barile.
Le tensioni tra Usa ed Iran non si attenuano
Il conflitto tra USA e Israele contro l’Iran non mostra segni di rallentamento. Gli attacchi hanno colpito infrastrutture energetiche chiave in Iran, mentre Teheran ha risposto colpendo Paesi vicini come Arabia Saudita, Qatar e Kuwait.
Un recente attacco a una raffineria in Kuwait ha innescato ulteriori scambi di colpi tra Israele e Iran. Tuttavia, il presidente Donald Trump ha dichiarato che Israele non effettuerà nuovi attacchi su strutture energetiche iraniane.
Secondo Axios, l’amministrazione Trump sta valutando di occupare o bloccare l’isola iraniana di Kharg per costringere l’Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz, una mossa che potrebbe ulteriormente comprimere l’offerta globale di petrolio.
Offerta a rischio e strategie di compensazione
- Il Segretario all’Energia USA, Chris Wright, ha indicato che lo sblocco delle spedizioni iraniane potrebbe portare petrolio in Asia entro 3-4 giorni.
- Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato la possibilità di rilasciare ulteriori scorte dalla Strategic Petroleum Reserve americana nei prossimi mesi.
- L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) avverte che il ripristino dei flussi di petrolio e gas dal Golfo potrebbe richiedere fino a sei mesi.
Le recenti tensioni hanno anche colpito il gas naturale: l’attacco iraniano a un importante giacimento in Qatar ha disabilitato il 17% della capacità LNG del Paese, danno che potrebbe richiedere fino a cinque anni per essere riparato.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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