I prezzi del petrolio sono scesi lunedì, mentre gli attacchi hanno compromesso la produzione nel Golfo e il presidente degli Stati Uniti ha sollecitato una risposta internazionale coordinata per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Il future sul Brent è sceso del -3,5% a 100,2$ al barile, mentre il future sul WTI ha perso quasi il -5%, fermandosi a 92,46$. Una dinamica che evidenzia prese di profitto e possibile ridimensionamento del premio di rischio nel breve.
Produzione in calo negli Emirati
Secondo fonti riportate da Reuters, gli Emirati Arabi Uniti hanno subito una drastica riduzione della produzione giornaliera di greggio, con un taglio superiore al 50%. La contrazione è legata al conflitto in corso che coinvolge l’Iran e alla sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha spinto la compagnia petrolifera nazionale ADNOC a sospendere ampie quote di produzione.
La stessa ADNOC ha interrotto le operazioni di carico presso il porto di Fujairah dopo un attacco con droni che ha provocato incendi nel principale terminal di esportazione. Sebbene alcune attività siano riprese, al momento risultano operative solo due delle tre piattaforme di ormeggio.
Reazioni internazionali
Il Primo Ministro britannico ha dichiarato che il Regno Unito non entrerà direttamente nel conflitto, ma collaborerà con gli alleati per sviluppare un piano concreto per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha precisato che il governo non è intervenuto sui mercati petroliferi e che eventuali azioni dipenderanno dalla durata della crisi.
L’impatto globale secondo l’IEA
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha definito la guerra in Medio Oriente come la più grande interruzione di approvvigionamento di petrolio della storia moderna. Paesi come Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti hanno ridotto la produzione, contribuendo all’instabilità dei prezzi.
Nel fine settimana, il presidente statunitense ha minacciato ulteriori attacchi sull’isola iraniana di Kharg, che gestisce circa il 90% delle esportazioni iraniane, in risposta agli attacchi precedenti che hanno scatenato la ritorsione di Teheran.
Misure di emergenza: rilascio delle riserve petrolifere
Domenica, l’IEA ha annunciato il rilascio imminente di oltre 400 milioni di barili di riserve petrolifere, un record storico volto a contenere l’aumento dei prezzi causato dal conflitto. Le scorte asiatiche e oceaniche saranno immesse immediatamente sul mercato, mentre quelle di Europa e Americhe saranno disponibili entro fine marzo.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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