Petrolio in cerca di un consolidamento, ma i rischi restano elevati
di: Alessio Moretti 11 Marzo 2026 10:15

Dopo la forte volatilità registrata negli ultimi giorni, il prezzo del petrolio sta cercando una stabilizzazione; il future sul greggio WTI si muove al momento della scrittura intorno area 87 dollari al barile, in rialzo di circa l’1% rispetto alla chiusura di ieri poco sopra gli 86 dollari.
Il mercato sembra entrato in una fase di consolidamento, mentre gli operatori continuano a valutare il peso di due fattori contrapposti: da un lato l’elevata incertezza geopolitica in Medio Oriente, dall’altro la possibilità di un intervento coordinato sulle riserve strategiche globali per contenere i prezzi.
Pressione ribassista dalle riserve strategiche
Sul fronte fondamentale, uno degli elementi che ha recentemente raffreddato il rally del petrolio riguarda le indiscrezioni secondo cui l’Agenzia Internazionale dell’Energia starebbe valutando il rilascio di una quantità significativa di petrolio dalle riserve strategiche. Secondo alcune anticipazioni, il volume potrebbe superare i 182 milioni di barili rilasciati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Un intervento di questa portata avrebbe l’obiettivo di compensare eventuali shock di offerta e ridurre la pressione sui prezzi, soprattutto nel caso in cui la situazione geopolitica dovesse continuare a deteriorarsi.
Il rischio geopolitico resta il vero driver
Nonostante la correzione, il contesto geopolitico continua a rappresentare un potente fattore di sostegno per il petrolio. Le tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti stanno infatti alimentando timori di interruzioni nelle forniture energetiche globali.
La situazione è particolarmente delicata nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio di petrolio. Qualsiasi blocco o rallentamento del traffico in quest’area potrebbe avere effetti immediati sull’offerta globale.
Le operazioni militari nelle ultime ore confermano il clima di escalation: le forze statunitensi hanno dichiarato di aver neutralizzato diverse imbarcazioni iraniane sospettate di posare mine navali nelle vicinanze dello stretto, mentre Israele ha intensificato le operazioni militari contro obiettivi legati all’Iran, inclusi attacchi che hanno coinvolto Teheran e infrastrutture collegate a Hezbollah in Libano.
Questi sviluppi mantengono un premio di rischio incorporato nei prezzi del petrolio e limitano il potenziale ribassista nel breve periodo.
Analisi tecnica greggio WTI

Dopo aver segnato i massimi più elevati dal giugno 2022 all’inizio della settimana, il WTI ha registrato un ritracciamento rapido che ha trovato stabilizzazione in prossimità della media mobile a 200 ore, segnale che il mercato mantiene ancora una struttura rialzista di medio periodo.
Gli indicatori di momentum indicano però un rallentamento della spinta positiva. L’istogramma del MACD si sta appiattendo sopra la linea dello zero, segnalando una progressiva perdita di momentum piuttosto che l’inizio di una fase di vendita aggressiva. Parallelamente, l’RSI si colloca intorno a 42, sotto la soglia neutrale di 50, indicando un bias leggermente ribassista nel breve termine ma senza condizioni di ipervenduto.
In termini di livelli tecnici, l’area compresa tra 82 e 81 dollari rappresenta il primo supporto rilevante nel breve periodo. Una rottura decisa sotto questa fascia aprirebbe spazio verso 79 dollari, zona che coincide con un’importante area di supporto di medio periodo e che potrebbe attirare nuovi acquisti in caso di estensione della correzione.
Sul lato opposto, il primo ostacolo per una ripresa del movimento rialzista si colloca intorno gli 86 dollari. Solo un ritorno stabile sopra questo livello permetterebbe al mercato di ridurre la pressione correttiva e riaprire spazio verso i 92 dollari in caso di ulteriore deterioramento del quadro geopolitico.
Nel complesso, il petrolio sembra muoversi in una fase di equilibrio delicato. Il trend di fondo resta costruttivo, ma nel breve termine il mercato appare in una fase di assestamento dopo il rally delle ultime settimane. In un contesto in cui le variabili geopolitiche possono modificare rapidamente le aspettative sull’offerta globale, la volatilità rimane destinata a restare elevata.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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