I mercati valutari aprono la settimana con movimenti contenuti ma significativi: il dollaro recupera terreno, mentre euro, sterlina e yen mostrano segnali di debolezza. In parallelo, il comparto crypto resta volatile con Bitcoin quasi invariato ed Ethereum in flessione.
Euro e sterlina in lieve ribasso
L’euro arretra dello 0,15% a 1,1849 dollari, in un contesto di scambi ridotti e dollaro in rafforzamento. Anche la sterlina britannica resta sotto pressione, in calo dello 0,16% a 1,3626 dollari, mentre il mercato rimane in attesa dei prossimi dati su lavoro e inflazione nel Regno Unito, considerati cruciali per le decisioni della Bank of England.
I futures sui tassi indicano attualmente aspettative per quasi due tagli da 25 punti base nel corso dell’anno, segnale che gli investitori scontano una possibile svolta più accomodante nella politica monetaria britannica.
Dollaro in recupero, mercati poco liquidi
Il rafforzamento del biglietto verde è stato favorito da una seduta caratterizzata da liquidità ridotta, con mercati chiusi negli Stati Uniti e in diversi Paesi asiatici. L’indice del dollaro ha guadagnato lo 0,21% a quota 97,09, recuperando parte delle perdite della scorsa settimana, quando aveva ceduto lo 0,82%.
Yen in calo dopo il rally della scorsa settimana
Lo yen giapponese si indebolisce dello 0,54% a 153,51 per dollaro, dopo un forte apprezzamento del 2,88% registrato nella settimana precedente, il più ampio da circa 15 mesi. Il movimento era stato sostenuto dal risultato elettorale in Giappone, con la netta vittoria del Partito Liberal Democratico guidato dal primo ministro Sanae Takaichi.
Economia giapponese debole e attese sulla Bank of Japan
I dati macro pubblicati lunedì hanno evidenziato le difficoltà dell’economia nipponica: il PIL del quarto trimestre ha mostrato una crescita annualizzata marginale dello 0,2%.
Il mercato guarda ora alla prossima riunione della Bank of Japan prevista per marzo. Gli investitori attribuiscono circa il 20% di probabilità a un ulteriore rialzo dei tassi, dopo l’aumento deciso a dicembre che ha portato il costo del denaro allo 0,75%, massimo da 30 anni ma ancora inferiore rispetto a quello delle principali economie globali.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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