Ti sei mai chiesto come sia possibile acquistare o vendere azioni in un attimo e in qualsiasi momento?

In una normale attività di compravendita, quando si decide di acquistare una quantità di un dato bene, si deve trovare qualcuno disposto a vendere tale quantità; a volte tale operazione può richiedere anche molto tempo.

Nei mercati finanziari, l’acquisto e la vendita di azioni o di altri strumenti finanziari avviene istantaneamente con un semplice click; ma come è possibile? È qui che entrano in azione i Market Maker.

 

Market Maker definizione

Detto in maniera diretta e coincisa, il Market Maker è quel soggetto disposto in qualsiasi momento ad acquistare e vendere titoli al fine di fornire liquidità ai mercati finanziari.

Quando emetti un ordine per vendere ad esempio 1.000 azioni di Intesa San Paolo, il market maker acquisterà le tue azioni anche se non ha un reale compratore disposto a comprarle. Lo stesso processo si verifica quando si effettua un ordine di mercato per l’acquisto di azioni.

Senza il Market Maker l’incontro tra domanda e offerta avverrebbe in un lasso di tempo più lungo, con una conseguente riduzione di liquidità ed un aumento dei costi di negoziazione.

In breve, i market makers consentono il regolare flusso dei mercati finanziari.

I tipi più comuni di Market Maker  sono le società di brokeraggio.

Un market maker può anche essere un intermediario individuale, anche se a causa delle dimensioni dei titoli necessari per facilitare il volume degli acquisti e delle vendite quasi tutti i market maker sono o lavorano per grandi istituzioni.

 

Come guadagnano i Market Maker

I market maker hanno la funzione di promuovere l’ efficienza del mercato mantenendo la liquidità necessaria; assumeranno per tale motivo un alto livello di rischio, a causa dell’elevato numero di strumenti finanziari che detengono.

Il rischio che affrontano è determinato ad esempio da una possibile diminuzione del valore di un titolo, dopo che è stato acquistato da un venditore e prima che sia venduto a un acquirente.

Essi richiedono quindi un compenso aggiuntivo per il rischio assunto; tale compenso è chiamato spread e viene applicato su ogni titolo coperto.

Questo tipo di spread è chiamato come bid-ask spread ed è estremamente comune nelle transazioni finanziarie.

Il bid-ask spread è dato dalla differenza tra il prezzo Bid (denaro) e il prezzo Ask (lettera).

 

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.