L’attenzione dei mercati della scorsa settimana si è concentrata sul forum annuale della BCE tenutosi a Sintra, in Portogallo, dove è emerso un orientamento decisamente più prudente da parte dei responsabili della politica monetaria. La presidente della BCE, Christine Lagarde, insieme a diversi membri del Consiglio direttivo, ha ribadito che il rialzo dei tassi deciso a giugno è stato coerente con il contesto economico attuale, lasciando però intendere che, nel breve periodo, ulteriori strette monetarie appaiono sempre meno probabili.
Il calo delle quotazioni del petrolio e il progressivo attenuarsi degli effetti di secondo livello sull’inflazione hanno contribuito a raffreddare il dibattito più restrittivo. Pur mantenendo un approccio dipendente dai dati, numerosi esponenti della BCE hanno evidenziato come la necessità di nuovi aumenti dei tassi si sia ridotta, anche se non è stata esclusa la possibilità di ulteriori interventi qualora le pressioni inflazionistiche dovessero riaccendersi.
Anche i dati macroeconomici dell’Eurozona hanno rafforzato questa impostazione più accomodante. L’attività economica ha mostrato segnali di stabilizzazione, con l’indice PMI composito tornato sulla soglia di espansione (50,0 punti). Sul fronte dei prezzi, le rilevazioni nazionali hanno evidenziato un’inflazione generalmente in linea o inferiore alle attese, fatta eccezione per la Spagna, dove la dinamica dei prezzi rimane relativamente più sostenuta. Il comparto manifatturiero ha registrato il trimestre migliore dal 2022, anche se la debolezza della domanda estera continua a rappresentare un freno alla crescita.
Sul piano fiscale, la Germania ha accelerato il proprio programma di riforme strutturali, intervenendo su pensioni, mercato del lavoro e sistema tributario. Le prospettive di crescita potenziale sono state riviste con maggiore ottimismo, con l’obiettivo di superare l’1% entro il 2027. In Francia, invece, il governo resta impegnato nel percorso di riduzione del deficit pubblico al di sotto del 5% del PIL, in un contesto politico sempre più complesso a causa della crescente pressione esercitata dal Rassemblement National.
Regno Unito: economia in rallentamento, ma la Bank of England resta prudente
Nel Regno Unito i segnali di rallentamento dell’economia si sono intensificati. L’indice PMI dei servizi è sceso sotto la soglia dei 50 punti, toccando i livelli più bassi dall’inizio del 2023, mentre la fiducia delle imprese ha continuato a deteriorarsi e gli indicatori relativi al mercato immobiliare e al credito hanno mostrato un ulteriore indebolimento.
Nonostante questo quadro, la Bank of England mantiene un’impostazione fortemente restrittiva. Durante il forum di Sintra, il governatore Andrew Bailey ha ribadito che un taglio dei tassi non rientra ancora nello scenario attuale. Allo stesso tempo, Catherine Mann, tra i membri più rigorosi del Comitato di politica monetaria, ha dichiarato di essere pronta a sostenere un nuovo rialzo dei tassi qualora le aspettative di inflazione dovessero tornare ad aumentare.
L’ultima indagine DMP della banca centrale ha evidenziato un moderato miglioramento delle aspettative inflazionistiche, ma le pressioni salariali continuano a rimanere elevate, alimentando le preoccupazioni sulla persistenza dell’inflazione di fondo. Parallelamente sono cresciute anche le attenzioni sulla stabilità finanziaria, con nuove proposte volte a limitare la leva finanziaria degli hedge fund sul mercato dei titoli di Stato britannici, segnale della sensibilità crescente verso il finanziamento del debito pubblico.
Anche il quadro politico e fiscale britannico è diventato più incerto. Il crescente protagonismo di Andy Burnham ha riacceso il dibattito su possibili aumenti delle imposte, nuove tasse a carico del settore bancario e una maggiore flessibilità delle regole fiscali. Gli investitori continuano inoltre a monitorare il fabbisogno di risorse necessario a finanziare gli impegni nel settore della difesa, stimato tra i 5 e i 7 miliardi di sterline. Secondo le indiscrezioni emerse nei giorni scorsi e le dichiarazioni dello stesso Burnham, il programma in via di definizione punterebbe ad accelerare gli investimenti infrastrutturali, incrementare la spesa per difesa e intelligenza artificiale e riequilibrare il sistema fiscale tra le grandi piattaforme della logistica digitale e il commercio tradizionale.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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