Treasury in calo, Europa più volatile tra BCE e aspettative sui tassi
di: Filippo Giannini 27 Maggio 2026 11:27

I mercati obbligazionari stanno attraversando una fase di aggiustamento, con i rendimenti dei titoli di Stato americani in discesa e quelli europei più contrastati, in un contesto dominato dalle aspettative sulle prossime mosse delle banche centrali.
Stati Uniti: rendimenti in calo lungo tutta la curva
Negli Stati Uniti, i Treasury hanno registrato un nuovo calo generalizzato nella giornata di martedì.
Il rendimento del decennale si è ridotto di 7,1 punti base, attestandosi al 4,492%, mentre il trentennale è sceso al 5,021% (-4,7 bps). Più sensibile alle aspettative sui tassi della Federal Reserve, il biennale ha segnato un ribasso più marcato di 9,0 bps, portandosi al 4,042%.
La curva dei rendimenti tra 2 e 10 anni si è leggermente irripidita, salendo a 45 punti base (+1,9 bps rispetto alla seduta precedente).
Sul fronte della domanda, un’asta da 69 miliardi di dollari in titoli biennali ha mostrato un interesse solido, con un rapporto bid-to-cover di 2,64x, leggermente sopra la media storica.
Secondo il CME FedWatch Tool, i mercati stanno ora prezzando un totale di circa 16 punti base di rialzi entro il 2026, in calo rispetto ai 20,8 bps della settimana precedente. Le probabilità di un rialzo da 25 bps nel meeting FOMC di giugno restano molto basse (0,8%), mentre un taglio dei tassi appare praticamente escluso nel breve termine.
Europa: Bund in ripresa dopo il calo precedente
In Europa il quadro è più sfumato, con i rendimenti tedeschi in lieve rialzo dopo i minimi recenti.
Il Bund decennale è salito di 3,2 bps fino al 2,980%, dopo il forte calo della seduta precedente che lo aveva portato ai minimi da inizio aprile. Anche il trentennale tedesco è risalito al 3,518%, mentre il biennale, più sensibile alle aspettative sui tassi, è salito al 2,592%.
Nel complesso, la curva europea mostra una fase di volatilità legata al continuo ribilanciamento delle aspettative sulla politica monetaria.
BCE: cresce la probabilità di un rialzo a giugno
Le aspettative sui tassi della Banca Centrale Europea restano il fattore dominante per i mercati obbligazionari dell’area euro.
I money market stanno ora prezzando una probabilità vicina al 90% di un rialzo dei tassi nel meeting di giugno, con circa 57 punti base di restrizione attesi entro fine anno.
Il dibattito tra i membri del Consiglio direttivo resta però acceso.
Da un lato, alcuni esponenti come Isabel Schnabel hanno segnalato che un rialzo a giugno appare altamente probabile, sottolineando come lo shock energetico abbia avuto effetti strutturali sull’economia e non possa essere ignorato dalla politica monetaria.
Dall’altro, altri membri come François Villeroy de Galhau evidenziano che gli effetti secondari sull’inflazione non sono ancora chiaramente visibili.
Anche la presidente della BCE Christine Lagarde ha confermato che le precedenti stime sull’inflazione potrebbero essere riviste al rialzo, rafforzando l’idea di una politica ancora restrittiva.
Inflazione e crescita: segnali contrastanti
I dati recenti mostrano un quadro misto per l’Eurozona:
- inflazione energetica ancora elevata (circa 11,9% annuo);
- pressioni sui costi in aumento secondo i PMI;
- attività economica in rallentamento.
Questo crea un dilemma per la BCE: contenere l’inflazione senza frenare eccessivamente una crescita già fragile.
Dopo giugno: il vero punto interrogativo
Se un rialzo a giugno sembra sempre più probabile, il percorso successivo è molto meno chiaro.
I mercati scontano circa tre ulteriori rialzi da 25 bps nei prossimi 12 mesi, ma diversi analisti ritengono possibile una pausa già a luglio, in attesa di nuove proiezioni macroeconomiche a settembre.
Anche all’interno della BCE prevale una certa prudenza: non esiste una traiettoria predefinita e le decisioni restano fortemente dipendenti dai dati.
Alcuni segnali più moderati, come il rallentamento della crescita salariale al 2,5% nel primo trimestre, offrono argomenti ai membri più cauti del board.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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