Materie prime: oro in rialzo, petrolio in caduta

di: Alessio Moretti 26 Maggio 2026 10:34

oro e petrolio

Lunedì contrastato per i mercati delle commodities: i metalli preziosi hanno guadagnato terreno, mentre il petrolio ha registrato un brusco calo sulla scia delle speranze di un accordo diplomatico tra Washington e Teheran.

Oro e argento: continua la corsa dei metalli preziosi

L’oro spot è salito dell’1,37%, attestandosi a 4.570,56 dollari l’oncia in una seduta dai volumi ridotti, complice la chiusura dei mercati statunitensi per il Memorial Day. Nonostante il recupero, il metallo giallo resta ancora distante dai massimi storici toccati il 29 gennaio, quando aveva raggiunto quota 5.594,82 dollari l’oncia.

Anche l’argento ha messo a segno una performance positiva, avanzando del 3,42% fino a 78,08 dollari l’oncia, sostenuto dall’interesse degli investitori verso i beni rifugio.

Petrolio in forte calo sulle attese di distensione geopolitica

Scenario opposto per il comparto energetico. Il petrolio ha perso oltre il 6% dopo le indiscrezioni su un possibile progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, alimentando le aspettative di una futura riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio globale di greggio.

Il Brent è sceso di 7,72 dollari (-7,42%) a 96,30 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha perso 6,71 dollari (-6,92%), chiudendo a 90,30 dollari.

Dialogo USA-Iran: verso un possibile accordo di tregua

Secondo fonti diplomatiche, il ministro degli Esteri iraniano e principale negoziatore di Teheran si trovava lunedì a Doha per incontri con il primo ministro del Qatar sul possibile accordo con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto in corso da tre mesi.

Le parti avrebbero discusso un memorandum d’intesa per una tregua temporanea e 60 giorni di negoziati finalizzati a un’intesa definitiva. L’Iran ha precisato che i colloqui attuali riguardano solo la fine delle ostilità e non includono il dossier nucleare.

Stretto di Hormuz e flussi energetici: ripresa graduale

Anche in caso di accordo, gli analisti ritengono che il ritorno alla normalità nei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz richiederà mesi, a causa dei danni alle infrastrutture energetiche.

Nel frattempo, il traffico marittimo mostra segnali di ripresa: tre metaniere hanno attraversato lo stretto dirette verso Pakistan, Cina e India, mentre una superpetroliera di greggio iracheno destinato alla Cina è transitata dopo essere rimasta bloccata per quasi tre mesi.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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