I dati preliminari di marzo degli indici PMI S&P segnalano un contesto economico sempre più vicino alla stagflazione, mentre l’indice della Fed di Richmond sorprende positivamente. Il PMI composito statunitense elaborato da S&P Global si è attestato a 51,4, leggermente al di sotto delle attese di mercato (51,7) e del dato finale di febbraio (51,9).
Nel dettaglio, il settore manifatturiero ha mostrato una performance migliore del previsto, con un PMI pari a 52,4 rispetto al consenso di 51,7 e al 51,6 del mese precedente. Al contrario, il comparto dei servizi ha rallentato, scendendo a 51,1 e deludendo sia le aspettative (52,0) sia il dato di febbraio (51,7).
Il report evidenzia come la crescita dell’attività economica negli Stati Uniti sia scesa ai minimi degli ultimi undici mesi, penalizzata da un indebolimento dei nuovi ordini e da un forte aumento dei prezzi, in seguito alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Le prime valutazioni indicano che anche i recenti sviluppi del conflitto con l’Iran abbiano iniziato a influire sul quadro economico.
I costi di produzione hanno registrato un’impennata, trainati soprattutto dall’aumento dei prezzi energetici legati alla crisi in corso, raggiungendo i livelli più elevati degli ultimi dieci mesi. Questo ha spinto le imprese ad aumentare i prezzi di vendita al ritmo più rapido degli ultimi tre anni e mezzo, con rincari diffusi sia nei servizi sia nei beni.
Mercato del lavoro sotto pressione
Sul fronte del lavoro, si osserva una contrazione dell’occupazione per la prima volta da oltre un anno, segnale che le aziende stanno cercando di contenere i costi in un contesto di crescente incertezza economica.
Secondo Chris Williamson, capo economista per il business di S&P, questi dati suggeriscono una crescita annualizzata del PIL limitata all’1,0% e un’espansione modesta dell’1,3% nel primo trimestre. Allo stesso tempo, le dinamiche dei prezzi indicano che l’inflazione potrebbe avvicinarsi al 4%, aumentando così i rischi di stagflazione.
In parallelo, l’indice della Fed di Richmond relativo a marzo si è attestato a 0,0, superando nettamente sia le previsioni (-5,0) sia il dato di febbraio (-10,0). Le spedizioni sono migliorate (da -13,0 a -2,0), i nuovi ordini sono tornati in territorio positivo (da -9,0 a 4,0) e anche l’occupazione ha mostrato segnali di recupero (da -7,0 a -2,0). Sebbene la crescita dei prezzi pagati abbia rallentato leggermente, il ritmo di aumento dei prezzi ricevuti è invece accelerato.
Infine, i dati definitivi sulla produttività del lavoro non agricolo nel quarto trimestre indicano una crescita dell’1,8%, inferiore sia al consenso (2,0%) sia alla stima preliminare (2,8%). Parallelamente, il costo del lavoro per unità di prodotto è salito del 4,4%, superando sia le attese (3,5%) sia la precedente stima (2,8%).
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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