Il prezzo del petrolio torna a correre sui mercati internazionali, mentre gli operatori restano cauti di fronte al rischio di interruzioni dell’offerta nel contesto dello stallo nei negoziati sul nucleare tra Stati Uniti e Iran.
In questo lunedì 2 marzo il contratto future sul greggio WTI scambia sopra i 72 dollari al barile, mentre quello sul greggio Brent sopra i 78 dollari; la seduta di venerdì si era chiusa rispettivamente a 67 e 73.21 dollari al barile.
OPEC+ aumenta la produzione: +206.000 barili al giorno da aprile
Nel pieno della crisi geopolitica in Medio Oriente, l’OPEC+ ha annunciato domenica un incremento graduale della produzione petrolifera. Il gruppo ha concordato un aumento di 206.000 barili al giorno (bpd) a partire da aprile.
La decisione arriva mentre i flussi energetici risultano fortemente compromessi a causa del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha coinvolto direttamente diversi membri mediorientali dell’alleanza dei produttori.
Storicamente, l’OPEC+ ha reagito alle interruzioni dell’offerta aumentando la produzione per stabilizzare i prezzi del petrolio. Tuttavia, gli analisti sottolineano che la capacità inutilizzata attuale è limitata: solo Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti dispongono di margini significativi per incrementare l’output. Anche in questo caso, però, potrebbero emergere difficoltà logistiche finché non verrà ripristinata la piena navigazione nel Golfo Persico.
Stretto di Hormuz paralizzato: rischio shock sull’offerta globale
Un elemento chiave per il mercato energetico è il blocco quasi totale delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale.
Dopo gli avvertimenti iraniani che dichiaravano l’area chiusa alla navigazione, centinaia di navi – incluse petroliere e cargo di gas – sono rimaste ancorate. Secondo diverse fonti, alcune imbarcazioni sarebbero state attaccate.
Il clima di rischio ha avuto ripercussioni anche sul mercato assicurativo: secondo il Financial Times, le compagnie assicurative avrebbero comunicato agli armatori la cancellazione delle coperture e un aumento dei premi per le navi dirette nel Golfo e nello Stretto di Hormuz dopo gli attacchi contro l’Iran.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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