Petrolio in fase di consolidamento, Teheran apre ai colloqui
di: Alessio Moretti 25 Febbraio 2026 10:39

I mercati petroliferi hanno chiuso la seduta di martedì con un calo contenuto, dopo che l’Iran ha confermato la sua disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie per raggiungere un accordo nucleare con gli Stati Uniti.
I futures sul greggio Brent hanno chiuso a 71,24 dollari al barile, in calo di 22 centesimi, pari a -0,31%.
I futures sul WTI statunitense hanno registrato una flessione dello 0,32%, attestandosi a 66,08 dollari al barile, con una perdita di 21 centesimi.
Costa sta muovendo il mercato in questo momento?
L’Iran, che è tra i maggiori produttori di petrolio all’interno dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), è atteso a una terza tornata di negoziati nucleari con gli Stati Uniti giovedì a Ginevra, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri dell’Oman.
Parallelamente, operatori commerciali e acquirenti di greggio venezuelano stanno iniziando a impiegare le prime navi da carico VLCC (Very Large Crude Carriers) per esportare petrolio dal Venezuela, segnando un’accelerazione delle spedizioni dopo l’avvio di un accordo di fornitura tra Caracas e Washington. Questi vettori di grandi dimensioni possono trasportare fino a ~2 milioni di barili e sono destinati ad aumentare le consegne, soprattutto verso l’India, a partire da marzo.
Sul fronte europeo, la Commissione Europea intende presentare il 15 aprile una proposta legislativa per bandire definitivamente le importazioni di petrolio russo. La data scelta segue di pochi giorni le elezioni parlamentari in Ungheria, un Paese tradizionalmente critico verso ulteriori sanzioni energetiche, secondo fonti ufficiali e documenti visionati da Reuters.
Infine, la compagnia russa Transneft, monopolista delle pipeline di Stato, ha ridotto l’ingresso di greggio nel proprio sistema di circa 250 mila barili al giorno. Tale taglio, riferito a fonti vicine alla materia, è avvenuto dopo un attacco con droni ucraini a una stazione di pompaggio che serve diverse importanti reti di oleodotti e i principali porti esportatori.
Analisi future WTI – 25 febbraio

Avvio di giornata all’insegna della stabilizzazione per il future sul Crude Oil con scadenza aprile 2026, che prosegue la fase di movimento laterale avviata dopo il superamento della soglia tecnica dei 65 dollari.
Al momento della scrittura il mercato scambia in leggero ribasso poco sotto i 66 dollari.
Il breakout messo a segno la scorsa settimana rimane valido, ma al momento il mercato non mostra l’energia necessaria per tentare un affondo deciso verso la resistenza successiva situata in area 68 dollari.
Nel breve periodo l’impostazione tecnica resta favorevole: il trend appare ordinato e gli indicatori di trend si mantengono impostati in chiave positiva, mentre gli oscillatori di momentum stazionano in zona di ipercomprato, elemento che testimonia forza ma che, allo stesso tempo, potrebbe preludere a fisiologiche pause di consolidamento.
In caso di recupero dei 68 dollari sarà lecito poi aspettarsi un ulteriore allungo sopra i 70 dollari.
Sul fronte opposto, i livelli da monitorare in caso di arretramento si collocano a 65 dollari, area ora trasformata in supporto dinamico. In caso di violazione di quest’area aspettiamoci una discesa verso quota 62 dollari, vero banco di prova per la tenuta del quadro rialzista: una violazione decisa di quest’ultima soglia comprometterebbe l’attuale equilibrio tecnico, aprendo la strada a uno scenario più debole.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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