Ennesima seduta negativa ieri per Netflix, l’ultima di una lunga serie, che ha ceduto oltre 3 punti percentuali scivolando ai minimi di 52 settimane a $75,22, segnando un calo del -23,1% nell’ultimo anno e quasi -35% negli ultimi sei mesi.
Acquistare oggi Netflix è un’occasione o una pericolosa value trap? Cerchiamo di rispondere a questa domanda analizzando il titolo da ogni punto di vista grazie ai dati forniti da InvestingPro.
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Il fair value indica un potenziale rialzo
Le azioni di Netflix hanno fatto registrare un calo del -23,1% nell’ultimo anno e quasi -35% negli ultimi sei mesi.

Ai prezzi attuali, intorno ai 76 dollari, l’azione quota sensibilmente al di sotto di tutti i fair value stimati dagli analisti, con un potenziale upside teorico compreso tra il 10% e il 45%. Il consensus resta “Strong Buy” (rating medio 1,84 su 5), segnale che la maggioranza di Wall Street continua a vedere valore nel colosso dello streaming.
Eppure il mercato continua a vendere.
Perché il titolo Netflix sta scendendo?
Il selloff degli ultimi mesi non è casuale. Netflix paga innanzitutto una questione di multipli. Anche dopo il ribasso, il titolo tratta a un P/E forward di 24,6 volte e a un Price/Book di 12,1 volte. Valutazioni che restano superiori alla media del mercato e che implicano una crescita sostenuta degli utili nei prossimi anni. In un contesto di maggiore selettività e minore tolleranza verso le storie “growth”, questi multipli diventano difficili da difendere.
A pesare è anche la volatilità. Con un beta pari a 1,71, Netflix si muove molto più del mercato, amplificando le fasi di debolezza. Il fatto che il titolo stia scambiando sui minimi annuali alimenta inoltre dinamiche tecniche negative e ulteriore prudenza tra gli investitori istituzionali.
Non meno rilevanti sono le incertezze regolatorie legate all’acquisizione di Warner Bros.. Le indagini antitrust negli Stati Uniti e il clima politico più complesso stanno aumentando il premio per il rischio richiesto dal mercato. A questo si aggiunge un elemento fondamentale: tredici analisti hanno recentemente rivisto al ribasso le stime sugli utili per il prossimo periodo, segnalando un possibile rallentamento nel breve termine.
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I fondamentali Netflix restano solidi?
Nonostante il calo del titolo, i fondamentali non raccontano una storia di deterioramento strutturale. Le stime indicano una crescita dell’EPS del 26,4% nel 2026, con ricavi attesi in aumento del 15,9% annuo. Il ritorno sul capitale proprio (ROE) si attesta al 42,8%, un livello che poche società nel settore media e tecnologia riescono a mantenere nel tempo.
Anche la qualità del bilancio appare robusta: il Piotroski score è pari a 8 su 9, la liquidità è abbondante e i flussi di cassa restano positivi. Elementi che riducono il rischio finanziario e sostengono la tesi di chi vede nel ribasso un’opportunità di ingresso.
Sul fronte strategico, Netflix continua a diversificare le fonti di crescita. Il tier con pubblicità ha contribuito a un aumento del 55% dei nuovi abbonati, segnalando che il modello ibrido può ampliare la base utenti e migliorare la monetizzazione. L’espansione internazionale e l’ingresso nei live events rappresentano ulteriori leve di sviluppo in un mercato dello streaming sempre più competitivo.
Netflix è davvero sottovalutata?
Il nodo centrale è proprio questo. Da un lato, il prezzo attuale incorpora uno sconto significativo rispetto ai target di consenso e ai fondamentali prospettici. Dall’altro, il mercato sta prezzando rischi aggiuntivi: pressione regolatoria, concorrenza crescente, execution sull’M&A e un contesto macro che non premia più la crescita a qualsiasi costo.
Definire Netflix una value trap sarebbe eccessivo alla luce della solidità operativa e della redditività elevata. Tuttavia, ignorare la volatilità e le incertezze sarebbe altrettanto superficiale. Il titolo appare oggettivamente a sconto, ma il timing resta incerto.
Per l’investitore con orizzonte di medio-lungo periodo e tolleranza al rischio, Netflix potrebbe rappresentare una delle situazioni in cui il valore fondamentale supera il prezzo di mercato. Per chi privilegia stabilità e visibilità nel breve termine, la prudenza resta d’obbligo.
In definitiva, la vera domanda non è solo se Netflix sia sottovalutata oggi, ma se il mercato tornerà a riconoscerne e prezzarne la crescita nei prossimi trimestri.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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