Domanda debole e aumento dell’offerta spingono i prezzi del greggio al ribasso
di: Alessio Moretti 13 Febbraio 2026 10:46

I prezzi del petrolio hanno chiuso la seduta di giovedì in deciso calo, penalizzati dalle prospettive di domanda più debole, dal ridimensionamento dei timori geopolitici in Medio Oriente e dalle attese di un aumento dell’offerta globale.
Il Brent ha terminato le contrattazioni a 67,59 dollari al barile, in flessione di 2,07 dollari (-2,97%), mentre il WTI statunitense è sceso a 62,91 dollari, in calo di 1,99 dollari (-3,07%).
Domanda globale più debole delle attese
A pesare sul mercato sono state le nuove stime dell’International Energy Agency, secondo cui nel corso dell’anno la domanda mondiale di petrolio crescerà a un ritmo più lento rispetto alle previsioni precedenti. L’agenzia prevede inoltre un surplus significativo di offerta, nonostante le interruzioni produttive registrate a gennaio.
Sul fronte dell’offerta, le esportazioni marittime russe di prodotti petroliferi sono aumentate dello 0,7% rispetto a dicembre, raggiungendo 9,12 milioni di tonnellate metriche, grazie a una produzione elevata di carburanti e al calo stagionale della domanda interna.
Midad punta sugli asset Lukoil: partita aperta tra investitori globali
Intanto, il fondo energetico saudita Midad Energy ha avviato trattative per acquisire gli asset sanzionati della compagnia russa Lukoil, entrando in competizione con altri potenziali acquirenti, tra cui Carlyle Group. L’operazione resta subordinata all’approvazione delle autorità statunitensi, secondo fonti citate da Reuters.
La mossa riflette la strategia di Lukoil di dismettere le attività internazionali ostacolate dalle sanzioni occidentali e, al tempo stesso, l’interesse crescente degli investitori mediorientali per asset petroliferi e di raffinazione acquistabili a prezzi scontati. Tuttavia, si tratta di operazioni soggette a rigorosi controlli normativi e a rilevanti rischi geopolitici.
Via libera solo con autorizzazione USA
L’accordo preliminare, definito a fine gennaio, riguarda l’intero perimetro degli asset oggetto di cessione. Midad avrebbe già depositato un’offerta in contanti in escrow, mentre le parti attendono le autorizzazioni regolatorie necessarie, inclusa quella del US Treasury.
Le autorità statunitensi hanno concesso estensioni temporanee delle licenze generali relative agli asset energetici russi sanzionati, consentendo attività limitate di manutenzione, dismissione graduale e valutazione di possibili vendite. L’obiettivo è evitare shock improvvisi al mercato mantenendo al contempo un forte controllo regolatorio.
Qualsiasi trasferimento definitivo degli asset Lukoil richiederà comunque un’approvazione esplicita da parte delle autorità di Washington, senza garanzie che l’operazione venga autorizzata.
Le sanzioni hanno finora rallentato la vendita delle attività estere del gruppo russo, costringendo sia i venditori sia i potenziali acquirenti a ricorrere a meccanismi di escrow e pagamenti condizionati in attesa del via libera del governo statunitense.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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