Aggiornamenti macro sui principali mercati – Venerdì 16 gennaio
di: Alessio Moretti 16 Gennaio 2026 11:06

La Fed difende l’operato di Powell sullo sfondo dei timori per l’indipendenza della banca centrale.
Il dibattito interno alla Federal Reserve rimane articolato e riflette visioni divergenti sull’evoluzione della politica monetaria. Il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha espresso scetticismo circa un taglio dei tassi già a gennaio, avvertendo che le pressioni inflazionistiche potrebbero rivelarsi più persistenti del previsto. Di segno opposto l’intervento del governatore Stephen Miran, che ha sostenuto la necessità di un approccio più deciso verso l’allentamento monetario.
Nel corso di un’intervista a CNBC, il presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee ha ribadito l’aspettativa di riduzioni dei tassi nel corso dell’anno, sottolineando tuttavia che tali mosse dovranno essere supportate da dati macroeconomici coerenti. Goolsbee ha inoltre evidenziato come un’erosione dell’indipendenza della banca centrale potrebbe alimentare un ritorno delle pressioni inflazionistiche.
Sulla stessa linea, il governatore Michael Barr, intervenendo su Yahoo Finance, ha definito l’indagine del Dipartimento di Giustizia nei confronti del presidente della Fed Jerome Powell come una minaccia diretta all’autonomia dell’istituto, ribadendo al contempo che l’attuale livello dei tassi appare adeguato al contesto economico.
Toni cauti sono arrivati anche dal presidente della Fed di Kansas City Jeff Schmid, che ha messo in guardia contro un eccesso di compiacenza sull’inflazione, richiamando i rischi sistemici legati a un indebolimento della credibilità della Fed. La presidente della Fed di Philadelphia Anna Paulson, in un’intervista al Wall Street Journal, ha osservato che l’attuale stance monetaria è moderatamente restrittiva, ma consente alla banca centrale di adottare un atteggiamento attendista in attesa di ulteriori segnali dai dati.
Infine, la presidente della Fed di San Francisco Mary Daly ha sostenuto un approccio graduale e prudente ai futuri aggiustamenti di policy, riconoscendo il miglioramento di alcuni indicatori macro ma sottolineando le persistenti incertezze legate al duplice mandato della Fed: stabilità dei prezzi e piena occupazione.
Germania: uscita dalla stagnazione, ma ripresa ancora fragile
L’economia tedesca ha registrato una crescita dello 0,2% nel 2025, segnando la fine di una fase recessiva durata due anni. Il dato, diffuso da DeStatis, è in linea con le attese di consenso e leggermente superiore alla stima dell’Istituto IFO (+0,1%). Anche il quarto trimestre ha mostrato un’espansione dello 0,2%, superando le previsioni, mentre il dato del primo trimestre è stato rivisto al rialzo di 0,1 punti percentuali fino a +0,4%.
La ripresa è stata sostenuta principalmente dai consumi delle famiglie (+1,4%) e dalla spesa pubblica (+1,5%), che hanno compensato la contrazione delle esportazioni (-0,3%) e degli investimenti (-0,5%). Tuttavia, il quadro settoriale resta disomogeneo: il comparto manifatturiero ha registrato una flessione dell’1,3%, mentre il settore delle costruzioni ha subito un calo marcato del 3,6%. Più solido il contributo dei servizi, in crescita tra l’1,2% e l’1,4%.
Nel complesso, l’espansione annua dello 0,2% non segnala ancora un cambio strutturale del ciclo economico, che rimane debole dalla fase di picco del 2021. A conferma delle fragilità del quadro macro, il tasso di disoccupazione è salito al 6,3% a gennaio, il livello più elevato dal 2013.
Dati macro chiave della giornata
Nel corso della seduta odierna l’attenzione dei mercati sarà concentrata su una serie di rilasci macroeconomici e interventi istituzionali potenzialmente in grado di influenzare l’andamento degli asset finanziari:
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Germania: pubblicazione dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), indicatore cruciale per valutare le dinamiche inflazionistiche nell’area euro e le prospettive di politica monetaria della BCE.
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Italia: diffusione del dato sull’inflazione (CPI), rilevante per monitorare l’evoluzione dei prezzi al consumo nel contesto periferico dell’Eurozona.
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Produzione industriale: aggiornamenti attesi che forniranno indicazioni sullo stato del ciclo economico e sulla tenuta del settore manifatturiero.
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Federal Reserve: intervento della Vice Chair Michelle Bowman, le cui dichiarazioni saranno attentamente analizzate alla ricerca di segnali sull’orientamento futuro della politica monetaria statunitense.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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