Aggiornamenti macro sui principali mercati – martedì 13 gennaio
di: Alessio Moretti 13 Gennaio 2026 10:44

USA: il Dipartimento di Giustizia apre un’indagine penale sul presidente della Fed
Il Dipartimento di Giustizia statunitense (DoJ) ha avviato un’indagine penale nei confronti del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. L’inchiesta sarebbe incentrata sulle dichiarazioni rilasciate da Powell al Congresso nel giugno scorso in merito al progetto di ristrutturazione della sede centrale della Fed a Washington, un intervento dal valore stimato di circa 2,5 miliardi di dollari.
L’apertura dell’indagine rappresenta un’ulteriore escalation nelle già tese relazioni tra la Casa Bianca e la banca centrale. Secondo indiscrezioni, l’autorizzazione all’inchiesta sarebbe stata concessa già nel mese di novembre. Il presidente Donald Trump, intervenuto su NBC News, ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’indagine.
Pressioni sull’indipendenza della Federal Reserve
Powell ha confermato che venerdì la Federal Reserve ha ricevuto mandati di comparizione da parte di un gran giurì, con il rischio potenziale di un’imputazione penale. Il presidente della Fed ha definito l’azione dell’amministrazione come un pretesto volto a esercitare pressioni politiche sulla banca centrale, al fine di orientare le decisioni sui tassi di interesse secondo le preferenze dell’esecutivo, piuttosto che sulla base di dati economici e analisi empiriche.
Secondo diversi osservatori, il presidente Trump starebbe valutando una strategia per rimuovere Powell dall’incarico o, quantomeno, per dissuaderlo dal rimanere nel Board una volta terminato il mandato da presidente, in scadenza a maggio. Va ricordato che il mandato di Powell come governatore della Fed è invece valido fino a gennaio 2028.
Parallelamente, la Corte Suprema è chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del tentativo di Trump di rimuovere la governatrice della Fed Lisa Cook, nominata dall’amministrazione Biden. Le udienze orali sono calendarizzate per il 21 gennaio, un passaggio cruciale per definire i confini istituzionali tra potere esecutivo e banca centrale.
Reazioni politiche e successione alla guida della Fed
L’iniziativa del Dipartimento di Giustizia ha generato forti reazioni bipartisan. Il presidente della Commissione bancaria del Senato, Thom Tillis, ha annunciato che si opporrà alla conferma di qualsiasi futuro presidente della Fed fino alla risoluzione della vicenda, esprimendo serie preoccupazioni sull’indipendenza e sulla credibilità del DoJ.
Nel frattempo, Trump dovrebbe annunciare entro la fine del mese il nome del successore designato di Powell. In una recente intervista al New York Times, il presidente ha affermato di aver già preso una decisione. I mercati delle previsioni indicano una competizione sempre più serrata tra Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca e a lungo considerato il favorito, e Kevin Warsh, ex governatore della Federal Reserve.
Focus macro: attese per il CPI di dicembre
L’attenzione dei mercati è ora rivolta anche alla pubblicazione del Consumer Price Index (CPI) di dicembre, attesa oggi alle 8:30 EST. Il consenso prevede un aumento mensile dello 0,3% per l’inflazione headline e un analogo +0,3% per il CPI core.
È opportuno ricordare che il dato di novembre incorporava eccezionalmente sia ottobre che novembre, a causa dello shutdown governativo, mostrando un incremento complessivo dello 0,2% su due mesi, con un’inflazione annua al 2,7% (core al 2,6%).
Dinamiche inflattive sotto osservazione
Gli analisti si attendono un’accelerazione dei dati di dicembre, man mano che gli effetti distorsivi dello shutdown continuano a riassorbirsi. Particolare attenzione è stata posta alle anomalie legate alla rilevazione bimestrale dei prezzi in alcune categorie, che comportano confronti con i livelli di agosto.
Il CPI complessivo dovrebbe essere sostenuto dall’aumento dei prezzi alimentari e da costi energetici stabili o in lieve crescita. Tuttavia, il focus principale degli operatori sarà rivolto all’evoluzione di beni core e servizi core, componenti chiave per le decisioni di politica monetaria.
Secondo Morgan Stanley, l’inflazione dei core goods potrebbe registrare a dicembre il valore mensile più elevato dell’intero 2025, anche a causa della ripresa delle indagini sui prezzi a fine novembre, dopo un periodo in cui erano stati sovra-rappresentati i prezzi scontati tipici della stagione delle festività.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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