L’attuale contesto macroeconomico, politico ed epidemiologico sta mettendo sotto pressione i mercati azionari di tutto il mondo.

Le maggiori perdite si sono registrate a Wall Street con S&P 500 e Nasdaq 100 che hanno subìto perdite in questo mese pari rispettivamente al 9 e 13%.

Quella di venerdì è stata comunque una seduta da dimenticare anche per i listini europei.

Il Dax è indietreggiato di due punti percentuali (contratto future), riuscendo comunque a limitare le perdite nel finale; le contrattazioni si sono chiuse a 15.570 punti.

I volumi registrati sono stati pari al doppio della media di periodo, mentre la volatilità è rimasta pressoché in linea con quella delle ultime sessioni.

Il calendario economico dice cha la seduta odierna sarà animata dai dati di gennaio dell’indice Pmi servizi e manifatturiero delle principali economie della zona euro.

Gli investitori europei guarderanno anche con attenzione l’incontro di martedì e mercoledì del Federal Open Market Committee (FOMC), per avere indicazioni circa le prossime mosse della Fed sul fronte dei tassi di interesse.

A livello tecnico la situazione sul Dax inizia a farsi delicata, anche se per il momento il supporto a 15.450 sta tenendo a galla il mercato.

Nell’ultima analisi avevamo ipotizzato come una discesa al di sotto dei 15.700 punti avrebbe esteso la fase correttiva almeno fino a 15.450 punti, livello dove sarebbe stato possibile attendersi un rimbalzo dei prezzi.

Nella seduta di venerdì il mercato ha testato questo livello riuscendo poi a limitare le perdite in chiusura, mentre stamattina il mercato ha rimbalzato da 15.450 punti fino a testare quota 15.580 punti.

In apertura odierna però la pressione al ribasso continua ad essere forte e al momento della scrittura il mercato registra nuovi minimi a 15.360 punti.

Nonostante a livello tecnico la situazione sui listini europei continua ad essere migliore degli analoghi di Wall Street, la forte espansione di volatilità osservata su base settimanale continua ad alimentare la debolezza in questo inizio di ottava.

Vista l’attuale situazione di ipervenduto, come mostrano molti indicatori tecnici di momentum, riteniamo comunque che su livelli vicini ai prezzi attuali sussistano ancora le condizioni per assistere ad un rimbalzo dei prezzi, che andrà però non anticipato ma seguìto su base oggettiva; quindi contestualmente alla formazione di eventuali basi di accumulazione sul grafico dei prezzi ci sarà da osservare una discesa decisa dell’indice VStoxx, ovvero della volatilità implicita inversamente correlata a Dax ed EuroStoxx.

Complice la riunione della Fed di mercoledì prossimo, il grafico dei prezzi e la conseguente struttura tecnica potrebbe subire variazioni proprio a seguito dell’esito di questo appuntamento.

Il mercato si trova vicino ad una confluenza di supporti statici e dinamici posizionati nell’area compresa tra 15.300 e 15.250 punti, mentre l’ultimo baluardo che il Dax è chiamato a difendere in chiusura settimanale per evitare un’inversione ribassista di medio periodo è posizionato a 14.900 punti.

Vediamo di seguito un’operazione effettuata venerdì da uno dei nostri trading system automatici sul Future Dax.

L’algoritmo è entrato in vendita a quota 15.633, l’operazione è stata liquidata in serata a 15.443 punti; il gain complessivo è stato di 4.750 €.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.