Capire come funzionano i mercati finanziari e comprenderne i meccanismi operativi è la prima regola da rispettare per approcciarsi correttamente al mondo del trading o della finanza.

I mercati finanziari sono costituiti da piazze di scambio dove si concretizza l’incontro tra domanda e offerta di determinati strumenti finanziari. Non esiste un unico mercato finanziario, ma esistono tanti mercati per ogni diversa tipologia di strumento finanziario.

Tra i principali strumenti finanziari troviamo: le azioni, le obbligazioni, le commodities, le valute e i derivati di indici azionari.

 

Come funziona il mercato azionario e obbligazionario?

Come è possibile intuire dalla parola stessa, il mercato azionario si riferisce allo scambio di azioni di società quotate in borsa, mentre il mercato obbligazionario riguarda lo scambio di titoli governativi e non solo, come ad esempio il nostro BTP.

Comunemente, il mercato azionario e obbligazionario viene definito come ”mercato dei capitali”, poiché è un mercato usato dalle società o enti governativi per reperire risorse finanziarie, attraverso l’emissione di titoli di debito (obbligazioni) o partecipazioni (azioni) a medio e lungo termine.

Il mercato dei capitali si suddivide in mercati primari e secondari, Nei mercati primari avviene la negoziazione di titoli di nuova emissione (usati dalle società per finanziarsi), mentre nei mercati secondari avviene lo scambio di titoli già presenti nel mercato (usati dai risparmiatori per speculare sull’andamento delle quotazioni).

Questi mercati possono essere poi suddivisi in mercati regolamentati e mercati non regolamentati.

Nei mercati regolamentati gli scambi avvengono nel rispetto di alcune regole e sotto il controllo di un ente preposto, che per l’Italia è la Consob. La Borsa Valori è il mercato regolamentato più conosciuto e fa parte dei mercati secondari.

La Borsa valori si divide a sua volta in due sezioni:

Si è soliti parlare di mercati non regolamentati invece, per indicare quei mercati non riconosciuti ufficialmente e per i quali non vige un sistema di regole prestabilite.

 

Il mercato delle valute

Nel gergo degli addetti ai lavori, questo mercato viene definito mercato Forex; il forex è lo strumento maggiormente utilizzato da chi fa trading o investimenti online.

Forex o (Fx), sta per Foreign Exchange market, ossia il luogo dove vengono scambiate le coppie valutarie.

Rappresenta il mercato più grande e liquido al mondo, dove ogni giorno avvengono scambi per più di 5 trilioni di dollari americani.

Nel mercato forex, dove sono presenti tutte le valute esistenti sul mercato, ogni acquisto di una certa valuta corrisponde ad una vendita su un’altra determinata valuta.

I maggiori scambi coinvolgono tuttavia un paniere di valute principali, dette anche “major”, che includono come controparte il dollaro americano e rappresentano quasi il 90% degli scambio totali sulle valute; tra queste troviamo: euro, franco svizzero, sterlina inglese, yen giapponese ed appunto dollaro.

Grazie alla possibilità di utilizzo della leva finanziaria, tale mercato è adatto anche a piccoli investitori e risparmiatori, ma di certo non ai meno esperti.

 

Il mercato delle commodities

Commodities o commodity non è altro che l’espressione utilizzata per definire il mercato dedicato allo scambio delle materie prime.

Il mercato delle materie prime è molto conosciuto e diffuso tra gli operatori di trading, sia perché è caratterizzato da alti volumi di scambi e sia perché mostra correlazione con diverse tipologie di strumenti finanziari, come ad esempio le valute.

Tra le principali materie prime che possono essere negoziate sui mercati finanziari, troviamo: Oro, Argento, Petrolio, Cacao, Caffè, Cotone, Gas Naturale, Grano e Mais.

Le materie prime, essendo beni tangibili, hanno bisogno di strumenti finanziari che le rappresentino per essere negoziate; ovviamente gli acquisti e le vendite effettuati  su questo tipo di contratti, quasi mai prevedono come fine ultimo la consegna fisica del bene, quanto piuttosto si opera con lo volontà di trarre profitto e speculare sui movimenti di prezzo nel breve periodo.

Si parla in tal caso di strumenti finanziari derivati, i cosiddetti Futures (ossia contratti a termine standardizzati con i quali le parti si impegnano a scambiare una certa attività ad un prezzo prefissato e con liquidazione differita ad una data futura).

Si chiamano “derivati” proprio perché il valore del contratto deriva da un’altra attività finanziaria reale , il cosiddetto “sottostante”. Ogni materia prima ha uno o più contratti derivati (futures) che la rappresentano.

 

Il mercato dei derivati di indici azionari

Il mercato dei derivati sugli indici azionari, dopo le valute, rappresenta il mercato più famoso e conosciuto, sia come volume di scambi che a livello mediatico; tra gli strumenti derivati più conosciuti annoveriamo le opzioni e i Futures.

In Italia, il mercato dei derivati è rappresentato dall’IDEM (Italian Derivatives Market).

Di questo mercato e soprattutto delle opzioni e dei Futures parleremo più approfonditamente nella prossima guida.

 

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.