Le  Bande di Bollinger sono uno tra gli strumenti di analisi tecnica più famosi ed utilizzati dai trader di tutto il mondo. È classificato fra gli indicatori di volatilità, poiché per la sua costruzione tiene conto dell’ATR (Average true range) e della deviazione standard.

In questa breve guida spiegheremo nel dettaglio cosa sono, come vengono calcolate, come utilizzarle in analisi tecnica e quali sono i loro limiti.

 

Cosa sono le Bande di Bollinger

Come si evince dalla parola stessa, le Bande di Bollinger prendono il nome dal suo ideatore, ovvero John Bollinger, un noto analista tecnico americano.

Graficamente le Bande sono rappresentate da tre curve, ovvero da una linea mediana rispetto al prezzo e da due ulteriori curve posizionate rispettivamente al di sopra ed al di sotto rispetto alla linea mediana stessa.

Rame – grafico giornaliero con le bande di Bollinger

Rame – grafico giornaliero con le bande di Bollinger

Le bande esterne si basano sulla volatilità dei prezzi di un titolo, il che significa che si espandono quando il prezzo si muove repentinamente e si contraggono nei momenti di scarsa volatilità.

Grazie alla loro natura dinamica, le bande possono essere applicate con efficacia a vari strumenti finanziari; infatti l’indicatore segue sempre il movimento dei prezzi in tempo reale poiché utilizza la volatilità per adattarsi all’evoluzione dei prezzi.

 

Come vengono calcolate le Bande di Bollinger

Come abbiamo già detto in precedenza, le bande sono composte da tre linee.

La linea centrale non è altro che una media mobile semplice (SMA), solitamente impostata a 20 periodi.

Se alla media mobile semplice si aggiunge o si sottrae la deviazione standard moltiplicata per un determinato fattore (solitamente 2), si ottengono rispettivamente la banda superiore e la banda inferiore.

La posizione di queste bande rispetto alla media mobile fornisce informazioni su quanto sia alta la volatilità e quindi su quanto sia forte il trend.

Il periodo di riferimento per la deviazione standard deve essere lo stesso della media mobile semplice.

 

Bande di Bollinger come si usano in analisi tecnica

Oltre a calcolare la volatilità di un titolo, le Bande di Bollinger consentono di valutare la reale forza di un trend.

L’idea che sta alla base di questo indicatore è che il prezzo tende sempre a tornare al centro delle bande per cui più il mercato si muove sulla parte esterna delle bande e più la forza del trend risulta elevata.

Ecco alcune cose fondamentali da ricordare quando si utilizzano le bande:

  • durante le fasi di forte tendenza, il prezzo rimane vicino alla banda esterna;

Petrolio – grafico giornaliero

Petrolio – grafico giornaliero

  • se il prezzo si allontana dalla banda esterna, significa che il trend sta iniziando a rallentare;

bande di bollinger su grafico

Petrolio – grafico giornaliero

  • spinte ripetute del prezzo verso le bande esterne ma che non raggiungono effettivamente la banda mostrano una mancanza di forza;
  • le Bande vengono spesso utilizzate in analisi tecnica per rappresentare i livelli di supporto e resistenza dinamici;
  • Quasi sempre una contrazione delle bande (poca volatilità) rappresenta il preludio ad una nuova fase di tendenza del mercato.

 

Bande di Bollinger analisi tecnica: i limiti

Sebbene le Bande siano utili strumenti molto utili per i trader, esse presentano tuttavia alcune limitazioni.

Uno di questi limiti è rappresentato dal fatto che le bande di Bollinger sono principalmente reattive e non predittive; le bande reagiranno alle variazioni dei movimenti dei prezzi, sia al rialzo che al ribasso, ma non possono essere utilizzate per fare previsioni di prezzo.

John Bollinger, raccomanda infatti di utilizzare tale strumento insieme ad altri indicatori.

Per questo motivo molti trader affiancano alle bande l’indicatore RSI o il money flow index.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.