I prezzi del petrolio sono messi sotto pressione dalla paura di nuovi blocchi a causa del coronavirus, e dall’aumentare imprevisto delle scorte. L’EIA ha rilevato che le scorte statunitensi sono aumentate di 4.9 milioni di barili nella settimana conclusasi il 17 luglio.

Un’ulteriore pressione ribassista è esercitata dalla Cina che ha iniziato a rivendere al mercato internazionale le scorte di greggio accumulate durante la pandemia, quando i prezzi erano estremamente vantaggiosi.

Il prezzo ha riassorbito i massimi di giugno a $41.43 registrando una perdita giornaliera di -0.30%.

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L’impianto rialzista è ancora forte nel breve e medio termine, come evidenziano sia le medie cicliche che i rendimenti stagionali fino al semestre. Nel breve termine, invece, c’è indecisione e l’RSI inferiore ai 50 punti conferma una forte pressione ribassista.

Per una ripartenza long si attende una chiusura decisa al di sopra del primo target a 41.60.

Al contrario, un cedimento dell’area dei $41, livello long mensile del Terget Geometry, potrebbe segnare l’inizio di un’inversione di tendenza.

Articolo a cura della redazione di MQL Suite

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Alessio Moretti

Laureato in Economia e Management. Esperto di Digital Marketing e Social Media Marketing, dal 2017 è Content Editor e Social Media Strategist di TradingFacile. La sua grande passione per la fotografia lo ha portato negli anni a diventare un influencer su Instagram e su altri social media.