Usa e Cina hanno firmato ieri alla Casa Bianca uno storico accordo che mette fine alla guerra dei dazi che durava da oltre un anno.

L’atto firmato tra i due Paesi è la fase 1 di un accordo più complesso e definito “storico” da Donald Trump:

«Un passo importante – ha dichiarato Trump – che non era mai stato fatto prima: insieme stiamo riscrivendo gli errori del passato per offrire un futuro di giustizia economica e di sicurezza per i lavoratori, gli agricoltori e le famiglie americane».

Trump ha poi ringraziato il presidente cinese Xi Jinping: «Rappresentiamo due Paesi diversi, lui la Cina e io gli stati Uniti, ma abbiamo sviluppato un grande rapporto. E’ un mio grande amico. Grazie per la collaborazione». Il presidente cinese ha dichiarato d’altro canto che la firma dell’accordo «rappresenta un bene per il mondo intero».

L’accordo è stato firmato dal responsabile del commercio americano, Robert Lighthizer e dal vicepremier cinese Liu He.

Il documento è composto da 86 pagine e non è stato diffuso, anche se entrambe le parti hanno anticipato alcuni contenuti dell’intesa.

 

Gli impegni cinesi

Pechino ha posto l’impegno ad acquistare più prodotti americani per un ammontare di 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni. In particolare la Cina acquisterà 80 miliardi in più di prodotti manifatturieri made in Usa, 50 miliardi di forniture energetiche, 40 miliardi di servizi e 32 miliardi di prodotti agroalimentari. Se le cifre saranno confermate, il saldo commerciale con gli Stati Uniti diminuirà di circa 300 miliardi di dollari.

La Cina si è anche impegnata in altri campi come la tutela della proprietà intellettuale, il trasferimento forzoso di tecnologie, il sistema valutario, l’apertura del mercato ai servizi finanziari.

A dimostrazione del ritrovato clima distensivo tra i due paesi, gli Usa hanno cancellato la Cina dalla lista dei Paesi accusati di manipolare la valuta contro il dollaro.

 

Gli impegni americani

Washington non aumenterà i dazi su 162 miliardi di dollari di esportazioni cinesi a metà dicembre e taglierà a metà il 15% dei dazi esistenti su altri 120 miliardi di prodotti cinesi. Restano invece in vigore i dazi del 25% su 250 miliardi di dollari di esportazioni cinesi.

In questa fase restano fuori dall’intesa il capitolo Huawei sul 5G e quelli dei sussidi di stato all’industria cinese, che saranno trattati nella fase 2 dell’accordo.

In ogni caso se la Cina non terrà fede entro 90 giorni agli impegni presi nell’accordo, Gli Stati Uniti si riservano il diruto di introdurre nuovi dazi in modo unilaterale.

 

La situazione a Wall Street

Sulla scia della ratifica dell’accordo, Wall street si è mossa al rialzo nella seduta di ieri, chiudendo la sessione con un +0.2% a 3.294,25, nuovo massimo storico.

Come già anticipato settimana scorsa in un altro articolo,  la dinamica di prezzo sta supportando ora un nuovo movimento rialzista, dopo il breakout della resistenza a 3.262 punti.

Ieri uno dei nostri algoritmi è entrato a mercato long sul pullback in area 3.279, livello molto lavorato nella sessione precedente e rotto al rialzo nella giornata di lunedì scorso.

Il trading system è entrato a mercato in acquisto con un contratto E-mini S&P500 a quota 3.279.5 punti; poiché il mercato ha mostrare fin da subito una marcata tendenza rialzista, l’operazione è stata mantenuta fino a chiusura e liquidata a 3.294 punti, con un gain di 14.5 punti.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.