Ennesimo crollo ieri per gli indici azionari di Wall Street, messi alla gogna da un’inflazione crescente, tassi d’interesse in aumento, nuovi lockdown in Cina ed una guerra in Ucraina che non dà ancora segnali di una de escalation.

Il timore di economisti e investitori è quello di una recessione economica o ancora peggio di una stagflazione.

Il contratto future su S&P500 ieri ha ceduto il 2,27%, chiudendo al di sotto della soglia psicologica dei 4.000 punti.

Il principale indice di Wall Street sta registrando il peggior inizio d’anno dal 1939; da gennaio ad oggi ha ceduto quasi il 17%.

L’indice VIX, noto anche come l’indice della paura, che misura la volatilità implicita su S&P500 e quindi il sentiment del mercato, è balzato ieri di oltre il 15%.

In rialzo anche i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, con il decennale al 3,185%, ai massimi dal novembre 2018.

Nell’ultima analisi su S&P500 avevamo sottolineato come qualora il mercato non fosse riuscito a consolidare sopra il supporto a 4.150 punti, sarebbe stato lecito attendersi un ritorno sui minimi di maggio dello scorso anno.

Le vendite di ieri sono andate addirittura oltre, arrivando sui livelli di marzo 2021 e chiudendo al di sotto della soglia psicologica dei 4.000 punti.

I mercati stanno oggi sperimentando un rimbalzo consistente, che potrebbe però essere frutto delle prese di beneficio dopo i recenti crolli.

Da un punto di vista tecnico le vendite si sono arrestate sull’ex resistenza a 3.985 punti, ma il quadro tecnico resta debole così come resta alta la possibilità che il mercato raggiunga nuovi minimi; a tal proposito segnaliamo il prossimo supporto chiave a 3.850 punti.

In tale contesto i rimbalzi intraday costituiscono occasione per riposizionarsi short e quota 4.070 potrebbe essere la prima resistenza degna di nota dove attendere un nuovo storno.

La situazione potrebbe cambiare in caso di consolidamento sopra quota 4.150 punti, ma un segnale oggettivo di forza nel breve arriverebbe solo con il recupero di 4.300 punti.

Per un nuovo mercato bull servirà invece una chiusura settimanale sopra quota 4.550 punti.

Vediamo di seguito un’operazione aperta ieri sul future S&P500 da uno dei nostri trading system automatici.

L’algoritmo è entrato in vendita a seguito della rottura al ribasso del supporto a 4.050 punti; l’operazione è stata poi liquidata in serata a 3.979 punti, con un gain complessivo pari a 3.412 dollari.

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Alessio Moretti

Laureato in Economia e Management. Esperto di Digital Marketing e Social Media Marketing, dal 2017 è Content Editor e Social Media Strategist di TradingFacile. La sua grande passione per la fotografia lo ha portato negli anni a diventare un influencer su Instagram e su altri social media.