Il prezzo del petrolio ha subito un drastico calo nella giornata di ieri ed è tornato a scambiare sui livelli dello scorso gennaio.

Il future sul petrolio WTI con scadenza ad ottobre ha chiuso le contrattazioni di mercoledì a 81.94 dollari al barile, mostrando un calo del 5.69%; sorte simile per il Brent, che ha registrato una performance negativa del 5.2%.

Le minacce di Putin di interrompere le forniture di gas e petrolio in caso di price cap dell’Ue non sono state sufficienti a sostenere il prezzo dell’oro nero.

I mercati sono spaventati da un drastico calo della domanda a causa della recessione economica globale che si sta prospettando.

Negli ultimi 10 giorni il prezzo del petrolio WTI è sceso di circa il 12% e la rottura ieri del supporto a 85 dollari ha peggiorato ulteriormente il quadro tecnico.

Nell’ultima analisi del 1 settembre scorso avevamo sottolineato la debolezza già in essere su questo mercato, con l’idea di valutare un’operatività short limit in caso di retest di quota 92 dollari; nonostante si sia assistito ad un rimbalzo come ipotizzato, la salita si è interrotta in area 90,50 dollari, anche se monitorando la dinamica di prezzo in tempo reale si poteva comunque seguire il segnale short generato dalla candela engulfing a 4 ore generata su tali livelli.

Sempre nell’ultima analisi invitavamo a monitorare la scorsa chiusura settimanale, poiché una chiusura debole in area 85.70 avrebbe portato ad un’estensione della debolezza; pur con una chiusura osservata in area 86.90, abbiamo comunque registrato la chiusura più debole delle ultime 4 settimane, comunque engulfing sulla settimana precedente e che evidenzia quindi pressione nel breve.

La rottura del supporto a 85 dollari sta alimentando in questo momento ulteriori vendite e riteniamo che, anche in caso di rimbalzi di breve associati alla situazione di ipervenduto, la dinamica attuale è destinata a calamitare ulteriori vendite con primo obiettivo quota 80 dollari e successivamente area 75 dollari.

L’operatività di breve rimane impostata lato short, sfruttando in questo momento una eventuale salita con retest di quota 87.50 dollari; lo stop è a quota 89.50 dollari, mentre il primo target è da ricercare a 84.50 dollari.

Un nuovo segnale long di breve arriverebbe con una chiusura sul grafico a 4 ore sopra quota 89.50 dollari.

Vediamo di seguito un’operazione aperta sul Crude Oil da uno dei nostri trading system.

L’algoritmo è entrato in vendita ieri mattina intorno area 85 dollari ed ha liquidato la posizione nel pomeriggio a 83.10 dollari.

Il gain complessivo è stato di 2280 dollari.

op. petrolio

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Alessio Moretti

Laureato in Economia e Management. Esperto di Digital Marketing e Social Media Marketing, dal 2017 è Content Editor e Social Media Strategist di TradingFacile. La sua grande passione per la fotografia lo ha portato negli anni a diventare un influencer su Instagram e su altri social media.