I prezzi del petrolio stanno subendo una flessione in questo mercoledì, complice l’aumento delle scorte di greggio statunitense a causa dell’indebolimento della domanda globale.

Ieri l’American Petroleum Institute ha comunicato che le scorte sono aumentate di circa 1,9 milioni di barili per la settimana terminata il 15 luglio.

Al momento della scrittura il future sul greggio WTI con scadenza settembre 2022 scambia in area 102.70 dollari, mostrando un calo di circa l’1.5%.

In questo mese i prezzi sono passati dai 110 ai 90 dollari al barile prima di tornare in area 100, mostrando quindi una fase di incertezza generale.

Il mercato è in questo momento sospeso tra le aspettative di un possibile crollo della domanda per via della recessione economica e di un crollo dell’offerta per via delle difficoltà degli approvvigionamenti con Mosca.

Nel frattempo ieri la Russia ha siglato un accordo con l’Iran da 40 miliardi di dollari per lo sviluppo di due giacimenti di gas e sei di petrolio.

Si tratta del più grande investimento di sempre di un paese straniero in Iran.

Con questa mossa l’Iran si taglia praticamente fuori dal gruppo di paesi con i quali l’Ue punta a stringere accordi per staccarsi dalla dipendenza del combustibile russo.

Da un punto di vista grafico osserviamo come dopo il nuovo test di quota 120 dollari il mercato sia andato incontro ad uno storno importante, frenato per il momento dal supporto a 94 dollari.

Riteniamo tale livello altamente significativo, tenuto conto che era stato in grado di contenere le correzioni affrontate dal mercato sia nel mese di marzo che di aprile.

Dopo la reazione partita proprio da quota 94 dollari, il mercato ha chiuso ieri la quinta sessione consecutiva in positivo tornando vicino a quota 105 dollari al barile.

Visto anche il recente indebolimento del dollaro, nelle prossime sedute potremmo comunque assistere ad un leggero storno dei prezzi del petrolio WTI.

La chiusura sopra la resistenza di breve a 101.70 offre ora nuovi spunti operativi lato long, specie in caso di ritracciamento; a tale proposito segnaliamo quota 98.80 dollari come supporto dove rientrare long con acquisti sulla debolezza, con primo obiettivo in area 104 dollari e stop a 95.50 dollari.

Ricordiamo che la struttura di fondo di lungo termine è comunque ancora positiva e solo una chiusura settimanale sotto i 90 dollari cambierebbe definitivamente gli equilibri del mercato.

Vediamo di seguito un’operazione aperta sul Crude Oil da uno dei nostri trading system.

L’algoritmo è entrato in acquisto nella notte di ieri a 99.16 dollari ed ha liquidato la posizione in serata a 100,59; il gain complessivo è stato di 1429 dollari.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.