Il prezzo del petrolio continua a scendere avvicinandosi ai minimi degli ultimi 8 mesi.

Il future sul petrolio WTI ha terminato la seduta di ieri a 89.55 dollari al barile, in calo del 2.28%; la giornata di martedì si era invece chiusa con un saldo negativo di oltre il 5%.

Gli investitori sono preoccupati per un rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, che potrebbero mettere ulteriore pressione all’economia globale e quindi provocarne un forte rallentamento, il che si tradurrebbe poi in una diminuzione della domanda di greggio.

Mentre cresce l’ottimismo su un possibile accordo di price cap alle esportazioni del petrolio russo, ieri l’EIA, la divisione del Dipartimento dell’Energia americano, ha segnalato che gli stocks di greggio sono diminuiti di circa 3,3 milioni di barili nella scorsa settimana.

In linea con le difficoltà dei mercati azionari, anche il petrolio quest’oggi si sta muovendo con il segno rosso, proseguendo la scia dei ribassi delle ultime sedute.

Al momento della scrittura il mercato scambia sotto gli 89 dollari al barile e si avvicina sempre più al test dell’importante supporto a 85 dollari.

Nell’ultima analisi sul petrolio del 25 agosto scorso la nostra lettura dei grafici si è rivelata corretta, con il mercato andato a target sui livelli proposti.

Avevamo sottolineato che in caso di correzione associata al test di quota 92 dollari, ci sarebbero state le condizioni per rientrare long con ordini buy limit, con stop a 90 dollari e primo target a 94.75 dollari.

Sul retest dei 92 dollari, avvenuto il 26 agosto il mercato è di fatti rimbalzato e nella giornata successiva ha raggiunto il target proposto, toccando addirittura i 97 dollari al barile.

Su quest’ultimo livello è partita poi l’attuale correzione, alimentata in seguito proprio dal breakout di quota 92 dollari, a dimostrazione dell’importanza di tale soglia; ora il mercato si mostra debole, anche se l’attacco odierno al supporto basico a 87.50 potrebbe non essere ancora risolutivo.

Ciò nonostante in caso di reazione dai livelli attuali l’idea operativa nel breve è di operare short con operazioni sell limit sul retest di area 92 dollari, con stop a 95 e primo target da ricercare in area 88 dollari.

Per impostare operazioni di più ampio respiro molto dipenderà invece da come si chiuderà l’ottava; siamo infatti ora alle prese con una possibile candela bearish engulfing su base settimanale ed in caso di chiusura sotto quota 85.73 dollari il mercato annullerebbe la candela resistiva hammer di due settimane fa, fornendo un importante segnale short.

Sarà quindi fondamentale monitorare la chiusura di questa ottava, poiché una close sotto tale livello calamiterebbe nuova debolezza con probabilità di tornare a vedere il mercato dapprima ina rea 80 e successivamente a quota 75 dollari.

Di contro, in questo momento un nuovo segnale long arriverebbe soltanto in caso di chiusura giornaliera sopra quota 95 dollari..

Vediamo di seguito un’operazione aperta sul Crude Oil da uno dei nostri trading system.

L’algoritmo è entrato in vendita nella notte di ieri a quota 92.4 dollari, chiudendo poi la posizione in serata sui minimi a 89 dollari; il gain è stato pari a 3.430 dollari.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.