Azioni europee: Dax

D-Day per i mercati azionari mercoledì, dove la maggior parte degli indici volano, insieme ai futures statunitensi e a seguito della prestazione mista dell’Asia, in preparazione dell’imminente incontro della Federal Reserve. È probabile che oggi la volatilità rimanga elevata per gli asset più rischiosi, in particolare per i titoli in crescita, in vista della importante decisione sui tassi e sulla riduzione del bilancio dalla riunione FOMC prevista nel pomeriggio. Un primo aumento dei tassi di interesse è ora ampiamente anticipato dagli operatori di borsa, rassicurati dal fatto che la Fed stia finalmente prendendo provvedimenti per contrastare l’inflazione. Al contrario, un discorso accomodante o solo moderatamente aggressivo, senza alcun aumento dei tassi, sarebbe una sorpresa per gli investitori e potrebbe intaccare seriamente l’umore del mercato, esercitando un’ulteriore pressione sugli asset rischiosi. In ogni caso, gli operatori terranno d’occhio anche i mercati del debito come i rendimenti dei Treasury, che potrebbero dare il tono dopo l’annuncio.
Tecnicamente, gli indici europei stanno riducendo alcune delle recenti perdite, con il DAX-40 scambiato al di sopra del livello di 15.400 punti (resistenza di Fibonacci del 38,2%). I prossimi obiettivi possono essere trovati intorno a 15.560 punti e 15.730 punti per estensione.

grafico dax 26-01

Pierre Veyret – Analista tecnico, ActivTrades

 

Cambio EurUsd

L’euro ha fatto un passo indietro durante le prime contrattazioni di mercoledì, mentre gli investitori aspettano la conclusione del primo incontro dell’anno della Federal Reserve e reagiscono alla crescente tensione tra Russia e Occidente. La moneta unica arretra vicino ai minimi dell’anno raggiunti martedì contro il dollaro, sotto la pressione dei mercati che vedono aumentare le probabilità che la Fed acceleri la stretta monetaria. Questa previsione potrebbe diventare realtà gia’ nel pomeriggio, se la banca centrale americana fornisse ulteriori suggerimenti sull’inasprimento delle politiche. Tale sviluppo potrebbe creare margini per ulteriori guadagni del dollaro sull’euro, mentre le tensioni in Ucraina potrebbero amplificare la debolezza della moneta unica, favorendo valute come il dollaro e lo yen.

grafico EurUSd

Ricardo Evangelista –Analista Senior, ActivTrades

 

Marco e valute

Tutti gli occhi sono puntati sulla decisione della Federal Reserve di oggi, alle ore 20 italiane, che presumibilmente andrà ad influenzare i movimenti delle prossime settimane, in attesa di nuovi dati che possano confermare o meno la crescita dell’economia statunitense. Jerome Powell è chiamato a dare risposte dopo la giravolta del mese di dicembre scorso, quando durante una audizione al senato americano, ammise che l’inflazione, nel frattempo, era divenuta strutturale dopo mesi e mesi in cui aveva minimizzato l’impatto dei prezzi sulla congiuntura definendoli temporanei. Sappiamo, dall’ultima riunione del mese di dicembre scorso, che probabilmente la Fed comincerà ad alzare il costo del denaro nel prossimo mese di marzo, almeno queste sembrano essere le proiezioni attuali, ma vi sono delle incognite legate alla crescita dei principali aggregati macro, che ultimamente hanno evidenziato una flessione. E stasera, sarà il Governatore a dover spiegare ai mercati a che punto è la ripresa statunitense. Lo vedremo, nel frattempo, dopo giorni e giorni di ribassi dei mercati azionari, le ultime due chiusure del Dow Jones, evidenziano la possibilità tecnica e grafica di assistere ad un rimbalzo, anche importante dei mercati azionari, che potrebbe essere confermato questa sera proprio in occasione della decisione della Fed, ovviamente attesa ad un nulla di fatto in questa occasione. E mentre i principali listini azionari, cercano di invertire “la rotta del sud” che avevano intrapreso nelle ultime 8 9 sessioni operative, sul mercato dei cambi si assiste ancora ad una fase di totale incertezza, legata ai dubbi che la maggior parte di analisti e investitori hanno, rispetto a ciò che stasera, Jerome Powell potrebbe dire. I dubbi sono tanti, tra cui decidere per esempio se acquistare asset denominati in dollari per sfruttare i futuri rendimenti superiori rispetto a quelli percepiti su altre divise, oppure se vendere gli stessi, denominati in valuta statunitense, in ragione dei timori verso una “possibile recessione” nel caso in cui gli aggregati macro come consumi, vendite al dettaglio indici dei direttori di acquisto, e mercato del lavoro, non seguissero l’andamento dell’inflazione da qui al mese di marzo prossimo. Il mercato, nelle ultime ore, ha comprato dollari contro quasi tutte le valute, eccetto lo Jpy, verso il quale però non è crollato, come sarebbe stato lecito attendersi, in ragione del calo delle borse dei giorni scorsi, ma ha tenuto comunque. Segno che per ora il dollaro rispecchia la prima parte del proverbio che afferma “buy on rumors” dove i rumori sono le voci di una Fed che sarà presumibilmente falco sui tassi. Cosa accadrà però, in seguito alla decisione della Fed (probabili tassi invariati), seppur con uno statement in prospettiva rialzista ? Probabilmente ci aspettiamo che venga confermata la seconda parte del proverbio, ovvero “sell on news” dove la news sarà la decisione quasi scontata della banca centrale. Questo significa che se il dollaro spinge fino a questa sera, poi ci aspettiamo delle correzioni, la cui entità però dipenderà dai toni utilizzati dal Governatore della Fed. Buona giornata.

Savero Berlinzani –Analista Senior, ActivTrades

 

Petrolio

I prezzi del greggio WTI schizzano durante le contrattazioni di mercoledì, avvicinandosi ancora una volta ai massimi pluriennali raggiunti la scorsa settimana. L’aumento dei prezzi è determinato dalla crescente apprensione su un possibile peggioramento dei problemi di approvvigionamento a causa dell’escalation della tensione tra Russia e Occidente in Ucraina, nonche’ la minaccia di attacchi militari alle infrastrutture in Medio Oriente, dove i ribelli yemeniti sostenuti dall’Iran minacciano di interrompere la produzione di petrolio. Gli investitori continuano dunque a dover reagire ai problemi di un’offerta possibilmente piu’ scarsa, mentre la domanda rimane alta e le riserve globali ancora basse.

grafico crude oil 26-01

Ricardo Evangelista –Analista Senior, ActivTrades

 

Gli analisti di ActivTrades

Ricardo Evangelista è approdato ad ActivTrades nel 2011 e ha ricoperto diversi ruoli senior, tra cui la gestione del desk internazionale. È fra i relatori di webinar e convegni di ActivTrades nel Regno Unito, collabora con media e tv fornendo analisi di mercato sul forex e sui principali strumenti finanziari. Dal novembre 2016 è Senior Executive Officer (SEO) della filiale di ActivTrades Dubai, con responsabilità di gestione generale della sede. Prima di giungere ad ActivTrades ha lavorato presso altre istituzioni finanziarie e nel settore IT.

 

Pierre Veyret ha un’esperienza decennale sui mercati finanziari. Ha imparato l’importanza della finanza comportamentale e del money management dai grandi professionisti del settore.

La sua vera specialità comunque risiede nella analisi tecnica, che ha avuto la possibilità di studiare in maniera approfondita acquisendo la certificazione IFTA, prima di diventare parte del team di ActivTrades, circa cinque anni fa.

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Alessio Moretti

Laureato in Economia e Management. Esperto di Digital Marketing e Social Media Marketing, dal 2017 è Content Editor e Social Media Strategist di TradingFacile. La sua grande passione per la fotografia lo ha portato negli anni a diventare un influencer su Instagram e su altri social media.