Seduta poco mossa ieri a Wall Street, con i mercati che attendono con ansia il termine della riunione del FOMC di questo pomeriggio.

Con l’inflazione ai massimi da 40 anni, gli analisti hanno alzato le aspettative di assistere ad un aumento dei tassi d’interesse da 75 punti base, anziché di 50 punti come a maggio.

Secondo l’opinione di diversi economisti ed analisti questa stretta monetaria aggressiva da parte della Fed potrebbe far scivolare gli Usa in recessione economica il prossimo anno.

Cedendo oltre il 20%, il principale indice di Wall Street è ufficialmente entrato in un mercato orso.

Il listino tecnologico, con un calo di oltre il 30% da inizio anno, si conferma però vittima illustre delle paure che assediano i mercati ormai da diversi mesi.

La giornata di ieri sul Nasdaq si è chiusa vicino la parità a 11.314 punti (contratto future con scadenza giugno).

Il mercato ha raggiunto comunque nuovi minimi nella seduta di ieri, toccando i livelli di novembre 2020.

Da un punto di vista grafico la situazione tecnica è piuttosto precaria e la rottura del supporto a 11.750 punti ne ha peggiorato il quadro.

Vista la forte situazione di ipervenduto ed il fatto che i prezzi siano ora sul supporto a 11.250 punti è possibile però assistere ad un rimbalzo tecnico nelle prossime sedute, anche se in tale contesto il principale market mover resta la Fed.

Nel caso in cui la banca centrale americana propendesse per una stretta più morbida, potrebbe essere possibile assistere ad un rimbalzo di breve, complice anche il rollover sul nuovo contratto di settembre spesso foriero di inversioni post scadenza tecnica.

Se invece la Fed lasciasse oggi trapelare l’intenzione di attuare una politica monetaria più aggressiva del previsto sarà probabile assistere ad una continuazione del trend ribassista, con prossimo target a 11.000 punti, dove comunque si trova un supporto piuttosto importante.

In caso di rimbalzo riteniamo che in area 12.100 punti i venditori tornerebbero probabilmente ad affacciarsi sul mercato e solo il recupero di quota 12.500 punti potrebbe essere visto come segnale propedeutico al recupero di quota 13.000 punti, dove comunque si trova ora una resistenza significativa.

Nel contesto attuale i rimbalzi costituiscono quindi occasione per riposizionarsi short, soprattutto nel medio periodo.

In caso di recupero di quota 13.500 punti la struttura tecnica migliorerebbe in modo deciso, anche se solo con una chiusura settimanale sopra i 14.100 punti alimenterebbe aspettative al rialzo nel lungo periodo.

Vediamo di seguito un’operazione effettuata ieri sul Mini Nasdaq future da uno dei nostri trading system.

L’algoritmo è entrato nella notte in acquisto a quota 11.370 punti e poi ha effettuato un reverse short in mattinata a quota 11.443; la posizione è stata liquidata nel primo pomeriggio a 11.368 punti.

Il gain complessivo di entrambe le operazioni è stato di 2955 dollari.

 

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Alessio Moretti

Laureato in Economia e Management. Esperto di Digital Marketing e Social Media Marketing, dal 2017 è Content Editor e Social Media Strategist di TradingFacile. La sua grande passione per la fotografia lo ha portato negli anni a diventare un influencer su Instagram e su altri social media.