Wall street si appresta a chiudere in negativo una settimana caratterizzata dall’ennesimo dato in aumento sui prezzi al consumo, che hanno toccato nuovi massimi dal 1981.

La giornata di ieri è stata contrastata, con la maggior parte degli indici che hanno terminato le contrattazioni con una leggera flessione.

Dei tre indici principali il Nasdaq è stato il solo a chiudere in territorio positivo, grazie al recupero del settore dei chip.

Il future sul Nasdaq100 ha chiuso la seduta a ridosso degli 11.800 punti.

Mentre oggi c’è attesa per il dato sulle vendite al dettaglio, a gettare ancora ombre sulle prospettive di crescita economiche sono stati i risultati peggiori delle attese sia per JPMorgan che per Morgan Stanley.

Altri dati del settore bancario sono attesi tra oggi e lunedì prossimo.

Al momento della scrittura i mercati americani scambiano vicino la parità e sono poco mossi nonostante gli indici europei stiano provando a rimbalzare dopo il sell-off di ieri.

La situazione tecnica del Nasdaq non fornisce al momento segnali di miglioramento evidenti, anche se alcuni elementi potrebbero suggerire un recupero nelle prossime sessioni.

Il mercato infatti, nonostante la volatilità immediatamente successiva l rilascio del dato sull’inflazione mercoledì scorso, è riuscito a contenere le vendite e a difendere area 11.500 punti, livello dove avevamo osservato acquisti a inizio mese.

Questo perché evidentemente il mercato prezza un’inflazione vicina al picco e dove comunque i dati non riflettono ancora lo storno del comparto energetico osservato negli ultimi 30 giorni, come peraltro sottolineato dal presidente Biden.

Ci aspettiamo quindi che la tenuta di area 11.500 produca ora un test dei 12.250 punti, livello dove troviamo resistenza dettata da ben due modelli ribassisti “evening star” formatisi nelle ultime due settimane.

In caso di breakout di 12.250 punti aspettiamoci un test di quota 12.900, livello di convergenza di resistenze statiche (area di trading range a inizio giugno scorso) e dinamiche (parte alta del canale ribassista che contiene attualmente gli scambi.

Per tale ragione riteniamo che in area 12.900 il mercato tornerà ad essere venduto e che quindi un miglioramento sostanziale del quadro generale si avrà soltanto con l’uscita del mercato dal suddetto canale.

Se invece a stretto giro dovesse arrivare nuova debolezza il livello da monitorare è quota 11.380 punti, la cui rottura al ribasso produrrebbe un test di quota 11.000 punti in prima battuta; in caso di breakout dei 11.000 punti attendiamoci invece un test dei 10.500 punti.

Vediamo di seguito un’operazione aperta ieri sul Mini Nasdaq future da uno dei nostri trading system.

L’algoritmo è entrato long nel primo pomeriggio a 11.640 punti; la posizione è stata poi liquidata in tarda serata a 11.800 punti.

Il gain complessivo è stato di 3210 Euro.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.