L’incubo dei ribassi sui mercati azionari sembra non finire.

Da Wall Street a Pechino, passando per le piazze europee, ieri abbiamo assistito all’ennesimo sell off con perdite dal 2 al 3%.

L’impatto positivo registrato sui mercati dopo l’intervento della Bank of England con l’acquisto massiccio di titoli di stato, è durato pochissimo tempo.

A spaventare gli investitori è sempre l’attuale fase di incertezza macroeconomica e geopolitica.

Ieri è stata scoperta la quarta falla nel gasdotto Nord Stream e ciò alimenta i timori di un’escalation militare a livello globale, se le ipotesi di un attacco mirato dovessero essere confermate.

Sempre ieri i dati hanno mostrato che l’inflazione tedesca è salita al 10%, mentre in America è stato confermato che il PIL del secondo trimestre è sceso ancora una volta dello 0,6%, portando l’economia americana in recessione tecnica.

Nella giornata odierna comunque i mercati stanno tentando il rimbalzo ed al momento hanno già recuperato circa metà delle perdite di ieri.

Il future sul FtseMib viene scambiato al momento della scrittura sopra i 20.500 punti, mentre la giornata di ieri si era chiusa a 20.251 punti con un saldo negativo di oltre il 2.5%.

Nell’analisi di lunedì sull’indice italiano avevamo sottolineato che in caso di salita le aree da monitorare per nuovi ingressi short sarebbero state a quota 21.250 e soprattutto 21.500 punti, e che un eventuale breakout di quota 20.700 punti avrebbe alimentato ulteriori vendite e portato con tutta probabilità ad un test di 20.400 punti.

Quest’ultimo livello è stato raggiunto nella giornata di mercoledì e ieri il mercato si è spinto addirittura oltre, toccando un minimo a 20.080 punti.

Sia la situazione tecnica di breve che di lungo periodo rimane precaria, anche se alcuni elementi potrebbero suggerire un rimbalzo nel breve; il Ftsemib sconta infatti a livello tecnico una situazione di forte ipervenduto, mentre a livello grafico la formazione di 3 minimi consecutivi decrescenti presuppone la possibile formazione di un modello rialzista basato sulle onde di Wolfe.

L’obbiettivo di tale pattern è dinamico ma ragionevolmente plausibile in area 21.000-21.250 punti, dove troviamo anche confluenza di resistenze statiche e dinamiche.

In ogni caso il mercato non mostra ancora i requisiti tecnici per alimentare una ripresa di lunga durata, aggiungendo anche il fatto che fino a quando la situazione macroeconomica globale non si stabilizzerà, difficilmente assisteremo a dei rally importanti del comparto azionario.

Per questo motivo riteniamo sempre che i rimbalzi in ottica multiday costituiscano occasione per nuovi ingressi short, segnalando in primis quota 21.250 punti e a seguire 21.500, 21.800 e 22.000 punti.

Solo un ritorno sopra i 22.200 punti alimenterebbe un recupero maggiormente significativo, anche se per la fine del mercato orso servirà comunque una chiusura settimanale sopra i 24.000 punti.

The following two tabs change content below.

Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.