Scontro tra WikiLeaks e Coinbase

WikiLeaks chiede il boicottaggio di Coinbase, il principale exchange statunitense, dopo che quest’ultimo ha rimosso il WikiLeaks Shop, il punto vendita del sito fondato dall’attivista Julian Assange famoso per la divulgazione di documenti riservati.

WikiLeaks ha accusato Coinbase su Twitter di essere un “membro inadatto della comunità cripto” e ha detto che chiederà un boicottaggio globale della piattaforma a partire dalla prossima settimana.

“Coinbase, un grande exchange californiano di Bitcoin, rispondendo ad un’influenza nascosta, ha bloccato il completamente innocuo@WikiLeaksShop in una decisione approvata dal management”, ha scritto l’organizzazione.

Il 21 aprile Coinbase ha informato WikiLeaks che il suo negozio violava i termini di servizio dell’exchange, chiudendone l’account senza comunque fornire alcuna spiegazione ulteriore.

“Coinbase è un’azienda di servizi monetari regolamentata sotto FinCEN (FinCEN.gov), e come parte del raggiungimento di questo obiettivo, siamo obbligati per legge ad implementare meccanismi di conformità normativa. Dopo un attento esame, riteniamo che il vostro account sia stato utilizzato in modo proibito in violazione dei nostri Termini di servizio e siamo spiacenti di informarti che non possiamo più fornirti l’accesso al nostro servizio”, si legge nel messaggio.

WikiLeaks Shop vende prodotti come abbigliamento, orologi e tappetini per mouse e tra i mezzi di pagamento accettate comprende Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Zcash e Monero.

 

The following two tabs change content below.

Matteo Oddi

Esperto di marketing e comunicazione con esperienza pluriennale nel settore finanziario. Segue con passione ed entusiasmo le innovazioni nel Fintech e il mercato delle criptovalute.