Wall Street inizia la settimana sotto la spinta di importanti rialzi, dopo che il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che la Fed «non ha ancora esaurito le munizioni» per contribuire a supportare l’economia americana durante colpita dal coronavirus.

Tra le altre misura nel prosieguo dell’anno la banca centrale Usa potrebbe infatti introdurre anche un meccanismo di controllo della curva dei rendimenti, come ha fatto la Banca del Giappone, calibrando la sua strategia di acquisto di asset e magari introducendo ulteriori programmi straordinari di offerta di liquidità.

Tuttavia come dichiarato da Powell, la Federal Reserve non intende introdurre tassi di interesse negativi (come vorrebbe Trump), anche se ha una visione relativamente pessimista sul ritmo di ripresa dell’economia statunitense duramente penalizzata dall’epidemia da coronavirus.

Il presidente della Fed ha inoltre auspicato un maggiore supporto da parte della politica, in particolare sull’aumento della spesa fiscale (nuove misure sono in discussione tra i legislatori, dopo il pacchetto da circa 3mila miliardi di dollari varato a partire da marzo: Camera e Senato sono però divisi sulle scelte da compiere) per risollevare il paese dopo la pandemia da Covid-19.

«Anche se la risposta economica alla crisi è stata tempestiva e ampia, questo non può essere il capitolo finale», ha detto, suggerendo che, anche se ci sarà un rimbalzo nella seconda metà dell’anno, senza un vaccino per il coronavirus la piena ripresa dell’economia americana non potrà avvenire.

A suo parere, comunque, la crisi la crisi economica provocata dalla pandemia non sarà come la Grande Depressione degli anni ’30, «grazie a una economia forte prima della crisi e a banche solide». Famiglie e imprese avranno bisogno di supporto finanziario pubblico per un periodo da tre a sei mesi: il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare al 25% prima di cominciare a scendere e il Prodotto interno lordo potrebbe contrarsi fin del 20-30% nel trimestre in corso prima di imboccare la strada di una chiara ripresa nella seconda metà dell’anno «sempre che non si materializzi una seconda ondata di contagi».

Più di 36 milioni di statunitensi hanno perso il lavoro a partire da febbraio a causa dell’epidemia e un gran numero di imprese si trova sull’orlo del fallimento, mentre anche molte amministrazioni pubbliche, a causa delle difficoltà di bilancio, potrebbero essere costrette a ridurre il personale.

Powell si presenterà martedì 19 marzo alla Commissione bancaria del Senato per discutere sull’efficacia dei provvedimenti monetari e fiscali varati fino a oggi. Ricordiamo che Fed ha portato i tassi a zero, effettuato enormi iniziazioni di liquidità nel sistema per migliaia di miliardi di dollari e varato nove strumenti di prestito di emergenza.

L’S&P500 venerdì scorso dopo una prima parte di sessione interlocutoria ha ritrovato il segno positivo, chiudendo con un +0.24% a 2.863.50 punti.

Settimana scorsa avevamo parlato di come la tenuta del supporto in area 2.840 punti era da intendere come segnale positivo e viatico per un imminente rimbalzo, con la dinamica di prezzo che ha poi nelle successive sessioni confermato tale aspettativa.

Analizzando il grafico giornaliero osserviamo infatti come la tenuta dei livelli supportivi di breve, sporcati in intraday ma recuperati in close settimanale, abbia alimentato il rimbalzo attuale, con il mercato che sulla scia degli acquisti odierni è atteso al test dei massimi di periodo.

Sulla scia del momentum è quindi lecito attendersi un estensione del rally almeno fino a 2.960 punti, livello dove il mercato sarà atteso ad un test probante; nel contesto attuale riteniamo tuttavia più che plausibile una rottura della resistenza a 2.960 ed un allungo fino a 3.040 ed in estensione a 3.100 punti.

Lo scenario resterebbe immutato a meno a meno di assistere ad una chiusura giornaliera al di sotto di area 2.770 punti.

Vediamo di seguito un’operazione eseguita venerdì scorso da uno dei nostri trading system automatici su E- mini S&P500 Future.

L’algoritmo è entrato mercato in acquisto sul ritracciamento intraday susseguente allo strappo rialzista partito nella sessione precedente, con l’acquisto di un contratto a 2.821 punti.

La posizione è stata liquidata in chiusura di sessione a 2.849 punti, con una gain di 28 punti di E- mini S&P500 Future.

Operazione su S&P500

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.