Negli Stati Uniti, l’attività economica si è contratta bruscamente nel primo trimestre a causa della pandemia. Il PIL si è contratto del 4.8%, molto più del 4% atteso.

Nonostante il dato negativo, l’avversione al rischio non si è materializzata e l’oro, considerato un bene rifugio per eccellenza, fatica a recuperare le perdite degli ultimi giorni.

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Sul metallo giallo grava anche la notizia secondo cui la Banca centrale russa ha deciso di non riavviare i suoi acquisti d’oro per le riserve per il momento.

Dopo aver confermato la resistenza sui massimi mensili nell’area del 4° target long mensile del Target Geometry a 1733, le quotazioni sono tornate a testare il supporto sui $1700, prezzo che vede la confluenza del 3° target long mensile e dei massimi di marzo.

L’impianto rialzista di lungo termine rimane solido e le perdite degli ultimi giorni si caratterizzano come correzione rispetto al trend principali. Lo confermano sia le medie cicliche che i rendimenti stagionali.

Tuttavia, sui TF intraday, l’RSI evidenzia la presenza di forti spinte in vendita che stanno attaccando il supporto.
Il cedimento dei $1700 proietterebbe le quotazioni nell’area dei 1600, per il test della media mensile.

Articolo a cura della redazione di MQL Suite

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Alessio Moretti

Laureato in Economia e Management. Esperto di Digital Marketing e Social Media Marketing, dal 2017 è Content Editor e Social Media Strategist di TradingFacile. La sua grande passione per la fotografia lo ha portato negli anni a diventare un influencer su Instagram e su altri social media.