Il collasso del prezzo del greggio ha rallentato la domanda di materie prime, facendo abbassare anche le quotazioni dell’oro.

L’oro viene utilizzato come copertura contro l’inflazione, e normalmente verrebbe danneggiato dalla pressione deflazionistica del greggio sul mercato. Tuttavia, le eccezionali misure di stimolo adottate dai governi e dalle banche centrali, in primo luogo dalla FED, sosterranno le quotazioni.

Nel suo ultimo rapporto, Bank of America ha aumentato l’obiettivo dell’oro a 18 mesi a $3000 l’oncia.

Graficamente, il gold ha segnato il minimo settimanale 1660, poco sotto il terzo target long mensile individuato dal Target Geometry a 1673.

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La chiusura oraria al di sopra dei 1703 potrebbe annuncia l’avvio di un nuovo rally: infatti, l’area rappresenta un supporto molto forte, che vede la confluenza del livello mensile del Target Geometry con i massimi di marzo, e che si estende fino ai massimi di febbraio a 1689.

L’ipotesi rialzista è supportata dalla confluenza long di rendimenti stagionali, medie cicliche ed RSI, nonché delle previsioni statistiche.

Articolo a cura della redazione di MQL Suite

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Alessio Moretti

Laureato in Economia e Management. Esperto di Digital Marketing e Social Media Marketing, dal 2017 è Content Editor e Social Media Strategist di TradingFacile. La sua grande passione per la fotografia lo ha portato negli anni a diventare un influencer su Instagram e su altri social media.